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Alice ···· Alice ···· Hot

Alice ····

ImageSpesso gli spettacoli che si basano su monologhi giocano le loro care sulla bravura dell’attore e trascurano la regia: pochi o nessun arredo, luci essenziali, costumi inesistenti. Fa piacevolmente eccezione quest’Alice – Una meraviglia di paese diretta da Giorgio Gallione con estro e abilità.

 

In questo modo si sono sommati la straordinaria capacità afabulativa di Lella Costa e la bravura di un regista la cui maggiore dote è dirigere spettacoli in cui la sua mano, ferma e inventiva, quasi non si sente, ma la si coglie appieno riflettendo su ciò che si è visto e sul modo come c’è stato presentato. Lo spunto è offerto dai due famosi libri di Lewis Calloll (1832 – 1898): Alice nel paese delle meraviglie (1865) e Attraverso lo specchio (1871). In questo spettacolo tutto sembra accadere quasi per caso, dai grandi teli che coprono la scena e che l’attrice rimuove progressivamente sino a scoprire una scacchiera, ai pochi ed essenziali oggetti scenici – un gran vestito, un albero posto in orizzontale, un faro appeso ad un trapezio – che compaiono all’improvviso, quasi senza una ragione, ma che, in realtà sono strettamente legati all’essenza poetica del recitativo. Ecco, essenza poetica, è questa la dote maggiore di un testo e di uno spettacolo in cui una giusta indignazione sociale – straordinariamente commuovente il pezzo sui maltrattamenti subiti dai bambini - non soffoca una precisa dimensione lirica, a tratti venata di surrealismo. Uno spettacolo molto bello da non perdere.

valutazione: 1 2 4 5

Regia: Giorgio Gallione; musiche: Stefano Bollani; costumi; Antonio Marras; scene: Paola Bazzani; luci: Jean Claude Asquié; interprete: Lella Costa.

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