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Bea Bea

Bea

Cast, Crew, Infos - Teatro

Titolo originale
Bea
Autore
Mick Gordon traduzione Francesco Scarrone
Interpreti
Clara Galante, Sena Lippi, Daniele Ronco
Scene
Jacopo Valsania
Compagnia
Compagnia Mulino ad Arte

Un armadio con appesi vestiti e camicie, un comò con cassetti che contengono cose semplici, un comodino, un letto sospeso in alto che si raggiunge solo scalando gli altri mobili, un tavolino, un giradischi anni ’80, una sedia, un divano, il dolore che appare piano piano davanti agli occhi dello spettatore con l’ingresso di una donna: elegante, ancora bella, ha movimenti repentini che raccontano del suo disagio.

È come spaesata in una realtà che, peraltro, ha imparato a conoscere ormai da anni. Cerca di mettere in ordine ogni cosa, forse nella speranza di ritrovare una serenità ed un equilibrio che più non le appartengono. È questo l’inizio del dramma scritto dall’irlandese Mick Gordon, che racconta di una morte annunciata sempre presente in ogni dialogo, in ogni situazione ma che si cerca di allontanare col tentativo di affrontare la vita in maniera ‘normale’. Bea, la protagonista, è una ragazza come tante, con i desideri di una donna che è da poco entrata nell’età adulta. È piena di vita, vita che lei sa di dovere abbandonare perché segnata da un male che la vede sicura perdente. Con uno sfondo di questo tipo, il rischio principale era quello di creare un melodramma in cui tutto portasse verso l’ineluttabile, ma la bravura del commediografo è stata quella di sapere gestire perfettamente la situazione, inserendo vari momenti in cui si riesce a sorridere e si è coinvolti nella routine senza troppi patemi della ragazza che alla morte pensa sempre e che l’ha accettata. Il terzo personaggio è quello che più aiuta ad entrare nella dimensione della normalità, in una situazione che continuamente si sposta dal tragico al grottesco creando situazioni in grado di stemperare il peso della pesante atmosfera che incombe su tutti. È un giovane che da un paio di anni si è avvicinato all’assistenza, ma per molto tempo in precedenza aveva seguito una sorella malata. Ha bisogno del lavoro ma si dimostra imbranato soprattutto quando parla, inanellando una gaffe dietro l’altra. È questo che piace alla ragazza e che lo sceglie come suo compagno verso la morte. Assieme ballano, scherzano, sembrano spensierati ma senza mai dimenticare le terapie – soprattutto antidolorifici – che li riportano alla dura realtà. La madre vorrebbe che lui si comportasse in maniera asettica e professionale, la figlia vive nell’attesa di qualche suo incontrollato momento umano, lui è sempre più imbarazzato ed incapace di prendere la scelta giusta dovendo fare coesistere due modi differenti di comportarsi, di intendere, di volere affrontare la stessa realtà: sbaglia sempre perché seguendo i desideri di una diviene involontariamente ostile all’altra. Parlare di morte è sempre difficile, ancora più se è vista sempre imminente, terribile se riguarda una persona giovane, straziante se a condividere questo dolore sia una madre che per la figlia aveva sognato un ben diverso destino. Ci si domanda quanto sia lecito non accettare il destino e infierire su una persona per farle prolungare in maniera forzata il suo calvario sapendo che mai potrà guarire. È agghiacciante, all’inizio di Bea, sentire quello che è la sua giornata in cui morfina ed altre terapie sono protagoniste assieme a vari momenti in cui la paziente dorme, dorme, dorme. È una vita imposta ma da lei ormai non voluta, è la consapevolezza che la mancanza di speranza faccia pensare alla morte come liberazione. Portato in scena dall’Associazione Culturale Mulino ad Arte - compagnia teatrale under 35 che opera sul territorio nazionale dal 2009 e della quale Daniele Ronco è direttore artistico – è uno spettacolo che fa pensare ma che non intristisce grazie ad un dialogo molto ricco di sfaccettature in grado di sfruttare al massimo ogni situazione grottesca. Bella, e vincente, l’empatia tra Clara Galante, Sena Lippi e Daniele Ronco che dona grande umanità a personaggi ottimamente nati dalla penna di Mick Gordon. Marco Lorenzi, cofondatore della compagnia, ha creato una regia funzionale che fornisce massima visibilità ad ogni personaggio senza mai dimenticare la coralità.
http://www.teatrodellatosse.it/?s=3&id=3239#scheda

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opinioni autore

 
Bea 2019-04-22 08:55:28 Umberto Rossi
Giudizio complessivo 
 
8.0
Opinione inserita da Umberto Rossi    22 Aprile, 2019
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