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Cous Cous Klan Cous Cous Klan

Cous Cous Klan

Cast, Crew, Infos - Teatro

Titolo originale
Cous Cous Klan
Autore
Gabriele Di Luca
Interpreti
Angela Ciaburri, Alessandro Federico, Pier Luigi Pasino, Beatrice Schiros, Massimiliano Setti, Aleph Viola - voce fuori campo Andrea Di Casa.
Scene
Maria Spazzi
Musica
Massimiliano Setti
Luci
Giovanni Berti
Compagnia
Carrozzeria Orfeo, Marche Teatro, Teatro Dell’Elfo, Teatro Eliseo in collaborazione con Fondazione Teatro della Toscana, La Corte Ospitale – residenze artistiche.

Affrontare uno spettacolo creato dalla Carrozzeria Orfeo è come immergersi in un mare periglioso in cui ogni cosa appare non necessariamente come è, vista attraverso l’ottica filosofica ed ironica di un gruppo di compagni di ventura insieme da 12 anni e con ancora tanta voglia di proporre nuove provocazioni, di fare ridere, pensare, ergersi a censori di una società votata all’autodistruzione

 

Ogni nuovo spettacolo (questo è del 2017) dimostra la loro capacità di non fermarsi davanti a nessun tabù (qui i più condannabili dei cattivi sono un vescovo sporcaccione ed il Vaticano) e di utilizzare in Cous Cous Klan, senza paura, termini considerati politicamente scorretti - senza peraltro offendere nessuno – puntando su parole come negro, frocio, ritardato, zingaro assolutamente giustificate dal contesto narrativo. Lo sfondo può ricordare il degrado della periferia romana di Brutti, sporchi e cattivi (1976) firmato da uno straordinario Ettore Scola e interpretato da un’inimitabile Nino Manfredi. I personaggi potrebbero essere sicuramente frutto dell’ingegno di quel grande autore del cinema italiano. Ci sono tre fratelli che vivono di espedienti – una donna obesa senza un occhio, un uomo ex prete, un gay sordomuto – e come loro vicino in un improvvisato camping hanno un emigrato marocchino che di giorno sotterra scorie e di notte fa il venditore ambulante: è stato disconosciuto dal padre perché non è un terrorista come il fratello. Oltre a loro un uomo borghese che con loro scopre amicizia e il massimo degrado. Sesto personaggio una misteriosa ragazza che si prostituiva per comprare le medicine al padre e che viene violentata da illustri clienti. Questa la base di una drammaturgia che dura 2 ore e che alterna con estrema bravura la risata anche grassa, comunque sempre liberatoria, a momenti di grande drammaticità. La bravura di Gabriele Di Luca, accreditato come unico autore del testo ma probabilmente supportato da Massimiliano Setti e Alessandro Tedeschi che con lui condividono regia e recitazione, sta nel avere creato una commedia che può essere letta anche soltanto in chiave comica, ma che sa diventare drammatica e molto profonda trattando con serietà temi particolarmente difficili. Il rapporto tra i sei non è dei migliori, spesso esplodono liti forse dettate dall’incomprensioni ma soprattutto guidate da un generale egoismo unito ad un duro cinismo. Non stupisce che quale suo ulteriore sperimentazione la Carrozzeria Orfeo pensi al cinema: qui la regia è più da film che non da teatro, con un ritmo travolgente in cui l’azione si sviluppa in maniera quasi spasmodica. La location potrebbe ricordare un film post catastrofe dove dopo qualche esplosione la Terra è distrutta ma non è così, la ragione è ancora più tragica: l’acqua è divenuta un lusso, ci sono diseredati che sopravvivono di espedienti un po’ in tutto il mondo e ricchi che vivono in recinti in cui la vita è ovattata e con tutti i confort. Le due roulotte che probabilmente non potranno mai più trasportare qualcuno come l’auto ridotta a carcassa sono le componenti uniche di questo fatiscente villaggio posto dietro ad un cimitero in cui sono stati gettati i corpi di persone spesso uccise. L’ex prete ha cadaveri nell’armadio, il fratello gay non ha il coraggio di cercare un compagno, la sorella obesa ed orba vorrebbe divenire mamma a 50 anni, il suo compagno arabo per rendere felice il padre dovrebbe immolarsi alla Causa. Un giorno giunge un uomo elegante che è stato cacciato da casa per suoi dubbi comportamenti sessuali: la sua presenza mette in luce caratteristiche particolari degli altri. Ma tutto acquista un significato diverso e costringe questa piccola comunità a cambiare il suo modo di vivere dopo che giunge misteriosa ragazza che è tormentata da fantasma che, forse, vorrebbe di lei abusare. Interpreti davvero bravi, scenografia efficace, luci ben calibrati, regia vivace, un testo molto funzionale.
http://teatronazionalegenova.it/spettacolo/cous-cous-klan/

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opinioni autore

 
Cous Cous Klan 2019-04-04 10:48:54 Umberto Rossi
Giudizio complessivo 
 
8.0
Opinione inserita da Umberto Rossi    04 Aprile, 2019
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