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Il penitente Il penitente

Il penitente

Cast, Crew, Infos - Teatro

Titolo originale
The penitent
Autore
David Mamet
Interpreti
Lunetta Savino, Luca Barbareschi, Massimo Reale, Duccio Camerini.
Scene
Tommaso Ferraresi
Musica
Marco Zurzolo
Luci
Iuraj Saleri
Compagnia
Teatro Eliseo, Fondazione Campania dei Festival, Napoli Teatro Festival Italia

Luca Barbareschi, affrontando Il penitente di David Mamet, ha dimostrato di conoscere perfettamente il suo linguaggio - negli anni ’80 era stato il primo a portarlo in Italia, proponendo testi quali American Buffalo (1975) e Perversioni sessuali a Chicago (Sexual Perversity in Chicago, 1974) – adattando quanto da lui scritto trasfondendolo in uno scattante spettacolo teatrale diviso in 8 scene e affidato a 4 personaggi.

La moglie del protagonista propone il suo disagio attraverso pochi concetti reiterati, l’avvocato privo di vero spessore sposa le scelte di magistratura e stampa senza mai opporsi più di tanto, l’inquirente gioca con le parole per trovare argomenti con cui colpevolizzare il protagonista. I dialoghi sono funzionali per creare il substrato di disagio, tensione, paura e forse pazzia dello psicoanalista che non accetta di presentarsi davanti ai giudici per testimoniare a favore di un suo paziente pluriomicida e diviene bersaglio dell’opinione pubblica. Un quotidiano mette nel titolo una frase da lui mai detta che è offensiva nei confronti degli omosessuali, vorrebbe denunciarli e lo farebbe se non fosse mal consigliato dal suo avvocato che solo apparentemente lo affianca ed appoggia. Vediamo la trasformazione di una persona rispettata in nemico pubblico, capro espiatorio dei problemi di una società che probabilmente ha creato un grave disagio nel pluriomicida omosessuale e appartenente alla minoranza etnica ispano-americana. È la prima volta che il medico si rifiuta di presenziare ad un processo dove è coinvolto un suo paziente, e questo dà vigore ad un’accusa nei suoi confronti. Il comportamento è legato al suo recente avvicinamento all’ebraismo ed ai suoi insegnamenti: interpretando il talmud trova in sé stesso nuovi valori ma anche poche certezze. Nello stile caro a Mamet, il cinismo diviene il vero protagonista con giornali e mass media a cui non interessa la verità ma cosa possa essere maggiormente gradito a lettori e pubblico. Il medico, appellandosi al giuramento di Ippocrate, si rifiuta di svelare i contenuti del quadernetto su cui appuntava la cronaca delle sedute ed a maggiore ragione non accetta che venga acquisito come reperto dalla magistratura. Questa sua scomoda presa di posizione gli mette contro tutti, compresa la moglie che gli confessa il suo disagio ma anche un rapporto extraconiugale. È pronta a lasciarlo ad abbandonarlo come tutti gli altri. Il finale parrebbe prevedibile, ma c’è uno sviluppo importante che mette tutto in discussione. La scena è scarna, il palcoscenico è sormontato dal grosso cubo sotto il quale lo psicoanalista è seduto già prima dell’inizio ufficiale dello spettacolo, sottolineando i suoi appunti, mettendo in ordine fogli, cercando di fare chiarezza anche dentro se stesso: indossa la kippah ed esplode in un’invettiva contro i giornalisti e la comunicazione che sono asservite al potere, dove contano più i titoli ad effetto che non i contenuti, con la gente che non ha tempo per approfondire e difficilmente è davvero informata. Quando un quotidiano pubblica il titolo di un suo articolo - L’omosessualità è una aberrazione e non quello esatto, L’omosessualità come adattamento - inizia il linciaggio perché il suo paziente è omofobo e afferma che lui non testimonia per la difesa perché non sopporta questo suo stato. Palcoscenico col sipario aperto per rendere subito familiare l’ambiente in cui si svilupperà il dramma; protagonista di molti momenti l’incombente cubo su cui freneticamente passano immagini che ricordano le televisioni di sole News: pochi secondi per ogni notizia in questo frenetico ruotare di luci ed emozioni che parlano di politica, di economia, di scandali, di tanti argomenti che trovano collocazione nella memoria solo per il tempo in cui i mass media se ne occupano. Luca Barbareschi è sempre in scena, guida con bravura le performance dei suoi colleghi, sa essere convincente come Psichiatra e come regista. Ama questo testo che parla di una persona perseguitata. Brava come sempre Lunetta Savino che sa ben rendere la molteplicità di un personaggio dalle molte sfumature.

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opinioni autore

 
Il penitente 2019-03-14 11:41:54 Umberto Rossi
Giudizio complessivo 
 
8.0
Opinione inserita da Umberto Rossi    14 Marzo, 2019
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