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La semplicità ingannata La semplicità ingannata Hot

La semplicità ingannata

Cast, Crew, Infos - Teatro

Titolo originale
La semplicità ingannata
Autore
Marta Cuscunà
Interpreti
Marta Cuscunà
Scene
Delta Studios, Elisabetta Ferrandino
Luci
Claudio Parrino
Compagnia
Centrale Fies, Operaestate Fes

Ancora una brava attrice impegnata in un intenso monologo e ancora un successo per il Cantiere Campana, che prosegue il suo percorso di valorizzazione delle nuove realtà teatrali italiane ospitando Marta Cuscunà e il suo La semplicità ingannata. Un ritorno, a dire il vero, a pochi anni di distanza dalle rappresentazioni, proprio alla Tosse, di E’ bello vivere liberi!, dedicato alla lotta partigiana, nonché primo atto di un percorso dedicato al tema della resistenza femminile nella storia italiana. In quell’occasione, il pubblico genovese aveva potuto ammirare la vitalità e l’inventiva della giovane interprete-drammaturga originaria di Monfalcone, creatrice di un teatro di parola per attrice e pupazzi, da lei stessa animati sul palco per ampi tratti.

Il nuovo spettacolo ci porta stavolta ancora più indietro nel tempo, nel Cinquecento: un’epoca in cui la donna rappresentava innanzitutto un peso per la famiglia, una perdita economica quasi inevitabile per via dei mercanteggiamenti relativi alle doti. Si inizia infatti con la protagonista in abito da sposa, un bouquet di soldi in mano, intenta a inscenare un’asta per le giovani ragazze in cerca di marito. Un’introduzione comico-grottesca che fissa il tono generale, caratterizzato dall’alternanza di umorismo dirompente e momenti di riflessiva malinconia, e prelude all’ingresso nel luogo in cui sarà ambientato il resto della narrazione: il convento delle clarisse di Udine. Qui il racconto si intreccia con la Storia e si fraziona in più parti (in più libri), seguendo il movimentatissimo percorso di emancipazione di quelle figlie in sovrannumero costrette alla vita monacale per salvaguardare le finanze familiari che trasformarono il convento in un luogo di libero pensiero e contestazione permanente a una Chiesa dogmatica e maschilista, fino a subire un processo per eresia - dall’esito, naturalmente, tutt’altro che scontato. Come nel testo precedente, la drammaturgia di questa teatrante prende le mosse da fatti storicamente accertati, salvo poi abbandonare per strada ogni pretesa banalmente documentaristica in favore di una rielaborazione libera e disinvolta che lascia ampio spazio alla fantasia e alla risata scorretta. Senza enfasi e intenti di ricostruzione storiografica troppo vincolanti, lo spettacolo si concentra su un manipolo di monache agguerrite capaci di fronteggiare il potere maschile (incarnato in questo caso da ecclesiastici senza scrupoli da barzelletta) con candore e determinazione. A tratti irresistibile, questo testo è un esempio di arte scenica onesta e rispettosa dello spettatore, abile tanto nell’evitare le ruffianerie tipiche di molto teatro di narrazione quanto nel costruire un racconto coinvolgente con una messinscena spartana ma estremamente ingegnosa (magnifico l’uso dei pupazzi, veicoli naturali per l’istrionismo giocoso dell’attrice). Una conferma di come la semplicità – di intenti, in questo caso, più che di realizzazione – sia in grado di produrre esiti ben più che felici.

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La semplicità ingannata
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opinioni autore

 
La semplicità ingannata 2012-11-26 12:10:04 Umberto Rossi
Giudizio complessivo 
 
7.0
Opinione inserita da Umberto Rossi    26 Novembre, 2012
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