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4° Festival Teatrale dell'Antico Acquedotto 4° Festival Teatrale dell'Antico Acquedotto Hot

4° Festival Teatrale dell'Antico Acquedotto

Cast, Crew, Infos - Teatro

Titolo originale
4° Festival Teatrale dell'Antico Acquedotto
Autore
Mirco Bonomi - Mauro Pirovano
Interpreti
Mirco Bonomi, Mauro Pirovano, Marco Cambri, Niatri de Quessi, Quelli del Ballatoio, Basco, Villa, Tilin, Armando, Pier Franco Morando, Anna Rosa Narizzano, Luigi Marangoni, Luca Agricola, Alessandro Ginevri, Stefano Gualtieri, Beppe Casales, Simone Repetto, Gianluca Trunzo.
Compagnia
Teatro dell'Ortica e altre

Il Festival Teatrale dell’Antico Acquedotto, giunto alla quarta edizione (10 – 23 Luglio), è una rassegna abbastanza singolare che nasce dalla valorizzazione di un manufatto storico di grande prestigio, onusto di secoli e che dissetava l’intera città partendo da Cavassolo (località La presa) sino ad arrivare in quella che ora è l’area del Porto Antico. A quest’intento si uniscono sia la sfida di fare e portare il teatro in luoghi e scenari particolari, sia il tentativo di dare spazio a gruppi teatrali avanzati, composti soprattutto di giovani.

Anima di quest’iniziativa sono un attore affermato, Mauro Pirovano, e un operatore culturale e regista, Mirco Bonomi, profondamente radicati nella Val Bisagno. Quest’ultima è un altro importante protagonista del progetto, nel senso che offre paesaggi e scenari spesso semisconosciuti. La saldatura fra i vari momenti è offerta dalle passeggiate, guidate da dotti accompagnatori, che si snodano sui percorsi più affascinanti della vallata e che terminano sistematicamente con una stundaiata. Messa in scena teatrale che nasce da un termine dialettale, stundaio, che lo stesso Eugenio Montale (1896 - 1981) giudicava intraducibile e riassumibile in una sottile condizione dell’anima genovese in cui si mescolano orgoglio, timidezza e diffidenza. Riportato in termini di rappresentazione teatrale quest’atteggiamento, si trasforma in un quasi dialogo con gli spettatori in cui si riversano critiche verso tutto e tutti, mescolate all’orgoglio di essere nati e vivere in questa terra, ove nulla va bene, ma è pur sempre la migliore di tutte. Un modo di collegarsi con il pubblico di cui Mauro Pirovano è un vero maestro, come dimostrano anche i suoi monologhi, primo fra tutti Mauro garibaldino per caso da cui emerge un rapporto critico e affettuoso con il padre della patria Giuseppe Garibaldi. A questo spettacolo, che concluderà l’attuale edizione della manifestazione, se ne aggiungono altri quattro (Odissea con DJIl grande tempioLa spremutaBorracho on the road) messi in scena in luoghi non canonici: sagrati di chiese, ville pubbliche, parcheggi di supermercati. Il tutto - non è cosa da poco - a ingresso gratuito. Sono della partita anche alcune associazioni culturali che operano sul territorio.


altLa prima proposta con cui si è aperta la rassegna degli spettacoli teatrali proposti dal Festival ha fatto subito centro. Odissea con dj ... a video room di Luigi Marangoni è una bella incursione nell’Odissea di Omero, con agganci a brani cinematografici: Total Eclipse (1995) di Agnieszka Holland, I cento passi (2000) di Marco Tullio Giordana, Sbatti il mostro in prima pagina (1972) di Marco Bellocchio. Vi è anche una citazione di Alda Merini (1931 – 2009) e un frammento di un’intervista a Eduardo De Filippo (1900 – 1984). Sono intrusioni che legano assai bene con la bella lettura che l’autore e attore fa di ampie parti del testo omerico, grazie a una recitazione emozionante e positivamente impostata. Gli è compagno d’avventura Alberto – Bobby Soul – De Benedetti, musicista sperimentato, che canta, con voce raucamente affascinante, alcuni brani che s’inseriscono molto bene nel racconto. Ne nasce uno spettacolo emozionante e d’alto livello, in cui il tema del viaggio e delle suggestioni a esso legate diventano sensazioni pure e strazianti.  altUno dei momenti più alti della proposta è nella ventina di minuti prefinali in cui agli spettatori è richiesto di bendarsi per ascoltare, avvolti da un buio assoluto, l’avventura di Ulisse nella terra di Circe e l’incontro dell’itacese con le sirene tentatrici. In questi minuti la forza del testo poetico si fa, anche grazie alla voce del narratore, aura intrisa di fascino assoluto, suggestione di un mondo visivamente lontano e sensitivamente vicino.  In altre parole è un’apologia del viaggio quale esperienza totalizzante, avventura inscindibile dalla crescita dell’uomo.


altIl grande tempio, di e con Luca Agricola, è uno spettacolo di teatro canzone, genere ideato da Giorgio Gaber (1939 - 2003) e Sandro Luporini (1930). E’ un tipo di proposta in cui monologhi e canzoni s’intrecciano, dando luogo a opere ove la prospettiva politico – sociale e la poesia convivono armoniosamente. Nel modello assunto ad esempio i due termini hanno subito una precisa evoluzione, trasformando l’anarchismo del cantautore in grido di protesta più urlato che condivisibile, si ricordi la nota canzone Se io fossi Dio del 1980 (Io se fossi Dio, / quel Dio di cui ho bisogno come di un miraggio, / c'avrei ancora il coraggio di continuare a dire / che Aldo Moro insieme a tutta la Democrazia Cristiana / è il responsabile maggiore di trent'anni di cancrena italiana. / Io se fossi Dio, / un Dio incosciente enormemente saggio, / avrei anche il coraggio di andare dritto in galera, / ma vorrei dire che Aldo Moro resta ancora / quella faccia che era!). altLo spettacolo di Luca Agricola - accompagnato da Alessandro Ginevri, Stefano Gualtieri e Giacomo Lepri - si muove su questa linea, allineando invettive contro tutti e tutto: le organizzazioni capitaliste, le banche, il denaro letto come sterco del demonio, per dirla secondo un’antica definizione. Tutto lecito, anche se non molto originale. Solo che lo spettacolo procede su una sola gamba, quella dell’indignazione comiziesca non offrendo neppure un briciolo di quella forza poetica che rende affascinanti i testi di Giorgio Gaber, anche quando assumono toni particolarmente provocatori. Se si aggiunge che, nella performance cui abbiamo assistito, non sono stati pochi gli inciampi e le false partenze, se ne deduce che si tratta di una proposta ben poco condivisibile.

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4° Festival Teatrale dell'Antico Acquedotto
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opinioni autore

 
4° Festival Teatrale dell'Antico Acquedotto 2012-07-12 15:38:36 Umberto Rossi
Giudizio complessivo 
 
7.0
Opinione inserita da Umberto Rossi    12 Luglio, 2012
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