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Gli sposi

Cast, Crew, Infos - Teatro

Titolo originale
Gli sposi
Autore
David Lescot traduzione Attilio Scarpellini
Interpreti
Elvira Frosini e Daniele Timpano
Luci
Omar Scala
Compagnia
Gli Scarti, accademia degli artefatti, Kataklisma teatro con il sostegno di Armunia, Spazio ZUT!, Teatro di Roma, Asti teatro Nell’ambito di Fabulamundi. Playwriting Europe – Beyond Borders?

Non occorrono scenografie curatissime, compagnie con molti interpreti o un testo noto per creare del vero, piacevole teatro. Ne è prova tangibile Gli Sposi, un dramma in cui si ride e sorride molto, portato in scena da Elvira Frosini e Daniele Timpano, compagni nel lavoro e nella vita. Da anni propongono drammaturgie scritte da loro, e hanno saputo con bravura tagliarsi un piccolo spazio in un microcosmo borderline tra off, performance e teatro tradizionale.

Questa è la prima volta che propongono un testo altrui, ma che potrebbe essere stato pensato da loro. Nulla sul palcoscenico se non i due, ogni tanto utilizzano un paio di microfoni con asta e pochi altri oggetti di uso domestico quali sedie. Ma dopo pochi attimi, non ci si rende conto della profondità di uno spazio che, nella sua nudità, dona lo sfondo perfetto per un dramma di questa portata. La bravura del francese David Lescot sta nel avere creato uno spettacolo partendo da un qualche cosa di recente (l’uccisione dei due dittatori rumeni avvenne meno di 30 anni orsono, il 25 dicembre 1989) con i ritmi della commedia brillante: eppure il dramma c’è ed è delineato con bravura ed intelligenza. Siamo di fronte a due coppie o, meglio, alla stessa vista nel suo rapporto familiare e nei momenti di vita politica. Il ritratto dipinto è innegabilmente negativo e tende a volere dimostrare con questo tragico esempio che tutta la storia dell'uomo ha avuto tra i tanti protagonisti anche mediocri, persone capitate nel momento giusto nel luogo giusto, uomini e donne che non avevano i numeri per ricoprire certi incarichi, eppure a cui nessuno aveva tentato di fare lo sgambetto. Nicolae Ceausescu ed Elena Petrescu provenivano da una povera regione della Romania, erano figli di persone umili, nati in zone di campagna. Si sposarono, ebbero tre figli, divennero dei veri tiranni che procuravano la morte dei loro compatrioti anche per futili motivi. Ora ci si domanda per quale ragione la comunità internazionale li abbia lasciati tanto tempo al potere (bastava che USA o URSS non avessero voluto, e in poche ore sarebbero stati deposti), oltretutto in un periodo in cui la comunicazione era già molto attiva, in cui la televisione parlava e faceva vedere in tempo reale quello che capitava in giro per il mondo. Probabilmente erano utili agli affari, economici e politici, delle grandi potenze che ‘distraevano’ l’opinione pubblica con questo terribile diversivo per potere proseguire nei loro ‘affari’. Per oltre 20 anni sono stati temuti, odiati, a volte amati. Fu deposto (la moglie non figurava se non come sua ispiratrice) con le accuse di crimini contro lo stato, genocidio e distruzione dell'economia nazionale: breve processo e terribile uccisione in diretta televisiva, quasi a volere dimostrare che si chiudeva davvero un oscuro periodo per il paese. Segretario generale del Partito Comunista Rumeno dal 1965, è stato l'ultimo Presidente della Repubblica Socialista di Romania. Una vigorosissima rivolta popolare, ispirata negli intenti dalla caduta del muro di Berlino ma prontamente coordinata da un gruppo di personaggi appartenenti al clan del despota (oltretutto, coadiuvati dalla famigerata polizia segreta Securitate), portò alla rapida eliminazione di Nicolae Ceausescu ed Elena Petrescu. Il popolo pensò, per poco tempo, di avere vinto: invece passò da una situazione ingestibile alla gestione di chi prese il potere come un diritto di casta. Sulla scena, autentici mattatori, Elvira Frosini e Daniele Timpano fanno monologhi che si scontrano tra loro, creando un certo tipo di confusione che porta ad avere la sensazione di vedere una normale coppia di coniugi che litigano tra di loro. Ed è raccapricciante pensare che persone come loro potessero essere al potere, e per tanto tempo. Lei è il leader, tratta il marito con un ragazzino poco dotato intellettualmente a cui fa fare di tutto, l’uomo prende ordini e mai dice quello che lei non vuole: prepara discorsi che deve imparare a memoria e che devono avere il placet della donna, è insicuro e a tratti balbuziente, ripete le poche cose studiate con attenzione per apparire credibile di fronte a suoi ‘colleghi’ Presidenti di Stato, sarebbe una macchietta se non potesse comandare l’uccisione di tante persone, alcune sparite davvero nel nulla.
 

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opinioni autore

 
Gli sposi 2019-03-28 16:09:44 Umberto Rossi
Giudizio complessivo 
 
7.0
Opinione inserita da Umberto Rossi    28 Marzo, 2019
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