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Io sono tempesta Io sono tempesta Nuovo

Io sono tempesta

Cast, Crew, Infos - Cinema

Titolo originale
Io sono tempesta
Sceneggiatura
Giulia Calenda, Daniele Luchetti, Sandro Petraglia.
Interpreti
Marco Giallini, Elio Germano, Eleonora Danco, Jo Sung, Francesco Gheghi, Carlo Bigini, Marcello Fonte, Franco Boccuccia, Paola Da Grava, Federica Santoro, Pamela Brown, Luciano Curreli.
Nazionalità
Anno
Durata
97

Di fronte ad un film tanto amato, curato, coccolato da un buon autore del cinema italiano quale è Daniele Lucchetti, riesce difficile esprimere un giudizio non del tutto positivo. I temi sono difficili e, per questo, è stata scritta una sceneggiatura articolata che lascia poco spazio all’eventuale improvvisazione o, quantomeno, a correzioni dettate dal pathos del momento.

Molta carne al fuoco, il tutto in 97 minuti densi di input, ma dove troppi momenti appaiono andare per le lunghe. Forse sarebbe stato meglio prevedere più scene che avrebbero permesso di delineare in maniera più completa i personaggi, tutti peraltro interessanti ma, spesso, assolutamente privi di visibilità. C’è un’attenta ricerca di ogni interprete, finalmente si vedono visi interessanti e caratterizzazioni belle ma che potevano essere ancora più riuscite. Dispiace vedere male utilizzate idee apparentemente vincenti, sembra un delitto non avere dato anima a figure che ben delineano certa crisi sociale e finanziaria di tanti italiani, i nuovi poveri che hanno perso il lavoro o a cui è fallito il proprio bar. Ognuno di questi personaggi poteva reggere più peso nell’economia del film. Elio Germano, che conosce bene Lucchetti – con La nostra vita (2010) ha conquisto a Cannes il premio per migliore attore – riesce a ritagliare qualche piccolo spazio a una rilettura, seppur minima, di suo padre senza lavoro ma con l’orgoglio di dimostrare al figlio il suo amore. Ma in qualche momento sembra più un esagitato carico di adrenalina che una persona piena di entusiasmo per quello che gli ha dato la vita. Marco Giallini è bravo, ma questa non è certo una novità, e riesce a rendere particolarmente antipatico il suo finanziere d’assalto (i riferimenti alla realtà italiana sono trasparenti) e a non fare mai capire se i momenti di umanità siano veri o dettati da reconditi fini. Anche per lui, come per tutti gli altri, c’è un finale che li premia e li rende felice. Questa parte è sicuramente la meno riuscita, un vogliamoci bene tanto mieloso quanto fuori posto. Altra cosa che si poteva evitare sono i nudi legati a tre amiche di Grillini. Il film non ha uno decorso chiaro, cita moltissimo e crea una certa confusione: è una commedia all’italiana nei personaggi ed un dramma nello sviluppo narrativo. A una parte iniziale in cui si conoscono i volti che animano la storia – molto ben realizzata – si contrappone un’ora abbondante di situazioni spesso convenzionali e mal sviluppate. Un tocco di grande bellezza e di ulteriore drammaticità la dà la fotografia del bravissimo Luca Bigazzi. I titoli di testa scorrono accompagnati da dalla canzone Ho visto un re, scritta da Dario Fo per lo spettacolo Ci ragiono e canto con musica di Paolo Ciarchi, un pezzo noto soprattutto per la memorabile interpretazione di Enzo Inannacci. Un finanziere d’assalto, che gestisce fondo da un miliardo e mezzo di euro e abita da solo in un immenso hotel deserto, potrebbe essere felice ma la notte non riesce a dormire. Ha soldi, carisma, fiuto per gli affari e, cosa importante per il successo, è privo di scrupoli. A causa di una vecchia condanna per evasione fiscale deve scegliere tra il carcere, per un anno o a lavorare, per lo stesso tempo, ai servizi sociali in un centro di accoglienza. Deve mettersi a disposizione dei poveri, di persone forse meno fortunate di lui. Tra questi c’è, un giovane padre – che ha visto fallire il suo bar – accompagnato sempre dal saggio figlio. L’incontro sembrerebbe offrire ad entrambi l’occasione per una rinascita all’insegna dei buoni sentimenti e dell’amicizia. Ma c’è il denaro di mezzo e un gruppo di senzatetto che, tra morale e denaro, non avrà molti dubbi sulla scelta.


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opinioni autore

 
Io sono tempesta 2018-04-16 13:10:36 Umberto Rossi
Giudizio complessivo 
 
6.0
Opinione inserita da Umberto Rossi    16 Aprile, 2018
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