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Morto Stalin, se ne fa un altro Morto Stalin, se ne fa un altro Nuovo

Morto Stalin, se ne fa un altro

Cast, Crew, Infos - Cinema

Titolo originale
The Death of Stalin
Sceneggiatura
Armando Iannucci, David Schneider, Ian Martin liberamente ispirato al graphic novel La morte di Stalin di Fabien Nury e Thierry Robins – Mondadori Editore.
Interpreti
Olga Kurylenko, Andrea Riseborough, Rupert Friend, Steve Buscemi, Jason Isaacs, Jeffrey Tambor, Jonathan Aris, Paddy Considine, Simon Russell Beale, Michael Palin.
Anno
Durata
106

Armando Iannucci, cinquantaquattrenne scozzese che con la regia della commedia In the Loop (2009) – mai arrivata sui nostri schermi - è stato candidato al Oscar, ha realizzato un piccolo grande film che si avvale del timbro grottesco per raccontare gli ultimi giorni di Stalin e la scomposta lotta per la sua successione con competitor particolarmente scorretti capaci di decidere la morte di una persona scomoda senza mai provare rimorso.

Morto Stalin, se ne fa un altro non vuole essere un film biografico in cui si racconta ciò che accadde all’inizio di marzo del 1953, ma un’accusa ad un sistema dittatoriale impossibile da eliminare e che, anche dopo la morte del temuto capo del Partito Comunista dell'URSS, ha avuto molti altri esempi drammatici. Ha il ritmo e le musiche dei migliori film di Emir Kusturica, è politicamente scorretto e utilizza ogni mezzo per togliere umanità a questi personaggi, che tanto male hanno fatto al popolo russo. Le regole create da Stalin per difendersi, per blindarsi da decisioni e persone che lui non considerava sicure – compreso i suoi più diretti e fedeli collaboratori – lo portano a una morte forse evitabile. Tutto è raccontato senza pietà, si ironizza sull’incompetenza dei medici chiamati al suo capezzale perché gli altri erano stati eliminati in quanto considerati pericolosi, sulle liste in cui sono scritti i nomi di chi deve essere eliminato, liste che cambianp con frequenza quasi quotidiana  eliminando o rischiando di eliminare persone tornate in buona luce, sul terrore di chi in qualche maniera ha a che fare con questi potenti e che sa di avere la vita legata ad un filo. Con un cast di ottimi attori che danno vita ad una prova corale di grande livello, il film ha forse come unico difetto l’eccessiva carica di comicità che a tratti rischia di non far intendere la drammaticità di quanto raccontato. Il regista si è ispirato alla bella graphic novel La morte di Stalin di Fabien Nury e Thierry Robins, e ha realizzato un’opera intelligente che non si propone come campione di incassi, ma che al Festival di Torino ha ottenuto, meritatamente, il premio FIPRESCI assegnato da una giuria internazionale di critici cinematografici. Nella notte del 2 marzo 1953 un uomo potente sta morendo nei suoi appartamenti senza che nessuno osi aprire la porta per aiutarlo. Joseph Stalin (Acciaio) è’ un tiranno, un sadico, un dittatore ed è il Segretario Generale del PCUS dell'Unione Sovietica. Il mattino dopo viene trovato moribondo, riverso a terra dalla Governante che gli porta la colazione, ma nessuno dei suoi collaboratori se la sente di chiamare un medico perché non è nei loro poteri: aspettano di riunirsi per decidere. Dopo poco Stalin muore e inizia una lotta senza quartiere per la sua successione.



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Morto Stalin, se ne fa un altro
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opinioni autore

 
Morto Stalin, se ne fa un altro 2018-01-13 13:57:51 Umberto Rossi
Giudizio complessivo 
 
7.0
Opinione inserita da Umberto Rossi    13 Gennaio, 2018
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