52° SITGES Festival Internacional de Cinema Fantàstic de Catalunya - Pagina 4

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52° SITGES Festival Internacional de Cinema Fantàstic de Catalunya
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Domenica il  Festival ha offerto un fine settimana molto italiano. Dopo il Premio Nosferatu assegnato a Pupi Avati è stato presentato, nella Tenda FNAC e in presenza degli autori, il libro ufficiale di Sitges 2019: La década dorada de la exploitation italiana de ciencia-ficciòn (1977/1990) dell’editore Hermenaute. Nel pomeriggio il regista Roberto De Feo e l’equipe del film, hanno presentato in concorso nella sezione ufficiale The Nest, (Il nido). La star della domenica, tuttavia, è stata Asia Argento. Prima della presentazione dell’ultimo film di Gaspar Noé, Lux Aeterna, l’attrice e cineasta italiana ha ricevuto il Méliès Career Award nella cornice della Méliès d’Or Ceremony.
Frattanto nelle 7 sale del Festival le proiezioni continuavano ininterrottamente dalle 08.15 del mattino alle 03.00 di quello successivo. Nella sezione ufficiale gli Usa hanno presentato un film macabro e divertente, Ready or not (Pronta o no), dell’accoppiata Matt Bettinelli-Olpin e Tyler Gillett. Variazione sul tema del classico The most dangerous Game, (La pericolosa partita) di Irving Pichel & Ernest B. Schoedsack del 1932, il film propone la caccia all’uomo in un interno. Vasto e lussuoso, come si addice a un castello della antica nobiltà, e illustrato su carta patinata, è addobbato per le nozze del rampollo che si celebreranno il giorno dopo. Lei, però, è di umili origini, e la tradizione della casa vuole che la notte della vigilia partecipi a un gioco. La natura del gioco dipenderà dalla scelta di una carta. Il promesso sposo vorrebbe che lei non partecipasse, ma non si può. Quindi Grace pesca a cuor leggero una carta che le impone di nascondersi perché è la preda designata di una caccia che si sta per aprire e che durerà tutta la notte. Se si salva, si sposa ed eredita ricchezze: in caso contrario verrà sacrificata. E sarà vera caccia, perché se lei sopravvive, moriranno tutti. La timida ragazza (Samara Weaving) si rivelerà battagliera e intraprendente, ed eliminerà l’improbabile parentela armata di balestre, accette, fucili e pistole, inclusa la subdola promessa suocera (Andie MacDowell). Durante 95 minuti gli sceneggiatori Guy Busik e Ryan Murphy si divertono a escogitare gag e trabocchetti per accattivarsi il pubblico con un esilarante gioco al massacro.
E a sostenere che i ricchi sono cattivi, interviene anche un altro film, Paradise Hills (Colline del paradiso) della spagnola Alice Waddington. Anche qui il film si apre con una vigilia di nozze. Tuttavia c’è disaccordo tra la madre e la figlia Uma, che non vorrebbe sposare il giovane ricco impostole. Spedita per un mese su un’isola felice deve imparare ad accettare regole e costumi della buona società. Invece scopre nel sottosuolo un moderno laboratorio dove elaborano duplicati degli ospiti. Vengono creati sosia con tutte le loro caratteristiche ma programmati per obbedire. Alla vigilia dell’eliminazione, Uma scappa col suo sosia, che dovrà fingersi promessa sposa e far morire, accidentalmente, lo sposo, mentre lei comincerà una nuova vita altrove. Interpretato da Mila Jovovich nei panni della direttrice del centro di bellezza, e da Emma Roberts in quelli di Uma, il film dura 95 minuti, è sceneggiato da Nacho Vigalongo e Brian DeLeeuw, e si svolge in un’ atmosfera da fiaba, una favola moderna che ironizza sulla sempre più frequente attività di chirurgia estetica alla quale ricorrono oggi molte ragazze. Per la Waddington, classe 1990, che studiò fotografia e disegno di moda e lavorò poi per Harper’s Bazaar, è il primo lungometraggio.