76ma Mostra Internazionale d'arte Cinematografica di Venezia - Pagina 11

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76ma Mostra Internazionale d'arte Cinematografica di Venezia
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the-prince-5In concorso nella sezione della Settimana della Critica della 76 kermesse veneziana, “il principe”, rappresenta il debutto sul proscenio della cinematografia internazionale, del giovane cineasta cileno Sebastian Muñoz, classe 1973. La sceneggiatura, opera dello stesso regista, è basata sull’adattamento cinematografico dell’omonimo romanzo, scritto nei primi anni '70 da Mario Cruz, il cui soggetto, ambientato nel comune di San Bernardo, nella provincia di Santiago, racconta la storia di detenzione di un giovane condannato per l’omicidio del migliore amico e il suo rapporto con gli altri carcerati, tra istinto di sopravvivenza e ricerca di potere.
E’ un film forte ma al tempo stesso cupo e tragico dove non si fa mistero di mostrare il corpo maschile in tutto il suo vigore o disfacimento, dove si indugia sugli atti di violenza, tra detenuti e ma anche sui soprusi perpetrati dai carcerieri, non solo come indice di un’omosessualità latente che lentamente si disvela, ma come frutto di una condizione restrittiva in cui gli istinti più basilari trovano appagamento senza troppi convenevoli. Muñoz dirige con mano ferma, ripercorrendo la parabola del giovane Jaime (Juan Carlos Maldonado), “il principe”, ricorrendo a continui flash back: dall’infanzia difficile segnata dal rifiuto del padre di provvedere ai suoi bisogni, ai primi turbamenti ed esperienze amorose, dalla violenza del primo rapporto sessuale omosessuale, alla scoperta dell’amore con il suo protettore. Nel complesso un buon film, non nuovo tuttavia nel trattare certe temi

rare-beasts-2019-recensione-cov932-932x460Di tutt’altro tenore è la pellicola Rare Beasts di Billie Piper al suo esordio alla regia, in concorso nella sezione La Settimana della Critica. La Piper per l’occasione oltre a dirigere è anche interprete di Mandy, una donna in piena crisi esistenziale, con un figlio piccolo da crescere, la separazione dei genitori da gestire, una carriera professionale poco soddisfacente a cui dare una svolta e una difficile relazione sentimentale con Pete, il collega di lavoro, fervente religioso, anch’egli in cerca di identità. Rare Beasts è la tipica black comedy, condita di umorismo spiazzante a tratti cinico che mette a nudo e gioca con le paranoie, le nevrosi e gli stereotipi della società odierna, che di “sociale” ha  più ben poco. E’ un film nel suo complesso semplice, ma non banale da scrutare attentamente per coglierne la rilevantissima carica di umanità affidata ai due personaggi protagonisti, due facce di una stessa, universale medaglia.

49914-rialto - tom vaughan-lawlor and tom glynn-carney  credits - rialto production ltd -h 2019Sempre alla sezione della Settimana Internazionale della Critica appartiene il film Rialto esordio del regista Peter Makie Burns, che ha costruito il doloroso ritratto di un quarantenne, alle prese con le difficoltà del vivere con problemi sul luogo di lavoro, i difficili rapporti con i figli adolescenti, una vita coniugale ormai insoddisfacente, una madre vedova da dover gestire. Solo tra le braccia di Jay, uno sbandato che si prostituisce per mantenere una figlia piccola, Colm, questo il nome del protagonista, sembra trovare appagamento e ricevere comprensione. È un percorso di congiunzione fra due solitudini che non riescono a trovare il giusto spazio, per vivere intensamente ogni singolo istante della propria esistenza in comunità, solo apparentemente tollerante e comprensiva. Un film non nuovissimo ma girato con abilità e percorso da una malinconia del vivere che profuma di sincerità. Buona la prestazione dell’interprete principale, Tom Vaughan-Lawlor, che rende credibile sino in fondo una figura macerata dai dubbi e lacerata dai sensi di colpa.

A.S.