63ma SEMINCI - Semana Internacional de Cine - Valladolid

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63ma SEMINCI - Semana Internacional de Cine - Valladolid
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imagen-sin-tituloSito del festival: http://www.seminci.es/indexweb.php

La 63 SEMINCI, Semana Internacional de Cine de Valladolid, dal 20 al 27 ottobre, presenta 247 film con 170 lungometraggi. si è innaugurata con uno spettacolo di due ore e con l`anteprima mondiale del film Tu hijo (Tuo figlio) del sivigliano Miguel Angel Vivas, che esordỉ nel 1999 col corto Tesoro, e in presenza di due ospiti eccellenti, Carlos Saura e Matt Dillon, ha aperto la sezione ufficiale con un film sorprendente, il canadese La chute de l’empire amèricain (La caduta dell’impero americano) di Denys Arcand. Si potrebbe dire: niente di nuovo, visto che nel 1986 giró Le décline de l’empire américain, ma il regista dichiara che non c’é relazione tra i due, tranne il fatto che ambedue riflettono la società della loro epoca.

MV5BMDRjODBiYmMtYTMyMC00OWFkLWIxOWYtYmMzOTczZDVjMTg5XkEyXkFqcGdeQXVyMTY0Mzg3MTY. V1 Da un punto di vista critico, il film è tanto accattivante che non ci si rende conto della durata: 124 minuti. Narra di un giovane candido, Pierre-Paul Daoust, (Alexandre Landry), 36 anni e una laurea in filosofia, il quale si guadagna da vivere a Montreal consegnando pacchi con un furgone. Capitato per caso in un luogo dove la malavita tiene la cassaforte e dove due gregari che tentano di impossessarsene vengono uccisi, il giovanotto prende il denaro e lo nasconde in un deposito. Considerato che occupa il tempo libero aiutando i senzatetto e che continua a svolgere normalmente il suo lavoro non viene sospettato dagli agenti che, tuttavia, continuano a svolgere le indagini. Per quanto idealista, il giovane consulta un esperto dal passato burrascoso per investire il capitale, e coinvolge una giovane escort di lusso della quale si innamora. Il piano del trasferimento del denaro all’estero viene messo a punto con successo da un guru dell’economia che snobbano gli agenti che li pedinano. Denys Arcand tenta di dire pane al pane sostenendo che i soldi sono tutto, che è facile trasferirli in paradisi fiscali, e che i governi non aiutano i popoli che governano, ma li sfruttano. Lo fa con cinismo e con ironia, e con battute frizzanti in una sorta di thriller che ricorda alcuni dei suoi film iniziali. E riesce a intrattenere sorridendo senza rinunciare a elargire qualche comunicazione piena di senso.
locandina bbbSe in un certo senso si puó considerare questo il film una favola sul denaro, senza dubbio una storia fantastica è quella narrata da Ali Abbasi con Grἄns (Frontiere), giá premiato alla Quinzaine des realizateurs di Cannes. Iraniano laureato in architettura in Svezia, e con studi di cinema in Danimarca, il regista adatta il romanzo di John Ajvide Lindqvist narrando di una giovane particolarmente brutta che lavora in una dogana svedese. Tina, peró, ha un olfatto tanto fine da individuare con facilitá chi importa merce proibita. Orfana di madre e col padre ricoverato in osservazione, la giovane convive con un addestratore di cani in una casa nel bosco. Durante un controllo conosce Vore, un giovane misterioso e trasandato che in qualche misura le somiglia. Diverranno amici fino a quando questi le rivela di non essere umano, ma un troll, e le fa capire che anche lei appartiene a un genere non umano, e che quello che crede essere suo padre, in realtá non lo è. La nuova situazione la spinge a scegliere tra umani e non umani, ma soprattutto tra bene e male. E si verificano fatti che decidono della sua amicizia con Vore, e costringono il padre a parlare. Interpretato da Eva Melander ed Eero Milonoff, il film dura 108 minuti e illustra tra l’altro quella che in gergo di cinema di genere si definisce una passsione tra due mostri. E questa è una delle scommesse del film: parlare della bruttezza che esiste e che tutti tentano di nascondere. Narrato come un thriller, il film mette lo spettatore in una situazione di attesa che si prolunga fino allo scioglimento del dramma.