53mo Karlovy Vary International Film Festival - Pagina 9

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53mo Karlovy Vary International Film Festival
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plakatDomestik (Domestico) di Adam Sediák è quasi la prosecuzione di Fair Play (2014), visto sempre al Festival di Karlovy Vary, della regista, anch’essa ceca, Andrea Sedláčková in cui si affrontava il tema del doping negli anni del socialismo reale. Ora siamo ai giorni nostri, il mondo è quello del ciclismo professionale, anziché quello dell’atletica, e i guasti della chimica si allargano a una coppia in cui lui ne fa uso per migliorare le sue prestazioni sportive, lei vi ricorre nella speranza di rimanere incinta. Entrami rimarranno delusi e rovinati nel fisico in quanto né l’EPO che il ciclista si inietta, né le molte pillole che la donna ingurgita daranno i risultati sperati. L’atleta ricorre a tende ad ossigeno, trasfusioni di sangue, iniezioni proibite, la donna registra puntigliosamente periodi di fertilità e mestruazioni: ma il solo risultato, in entrambi i casi sarà quello di minare il fisico di chi vi si sottopone sino a ridurli a larve umane. Rispetto al vecchio testo, l’ottica è spostata dal sistema che ricorre ad ogni mezzo pur di ottenere riconoscimenti internazionali, alla distruzione cosciente che gli individui fanno di sé stessi per raggiungere gli obiettivi che si prefiggono. Il film è quasi interamente girato nell’appartamento, moderatamente lussuoso e modernissimo, della coppia, e non risparmia allo spettatore momenti crudi legati al progressivo degrado dei protagonisti. Il tema di fondo è quello della corsa a raggiungere la perfezione – sia sportiva, sia di coppia – con ogni mezzo, quasi che non interessino l’integrità degli individui e dei loro corpi. Un atteggiamento che si riflette nel robot pulitore automatico che sintetizza un’esistenza priva di impulsi umani. Il regista guarda con occhio distaccato a questa progressiva autodistruzione e ne fa il paradigma di un mondo moderno che, anche da queste parti, assume sempre più caratteri disumani.
cc1c-panic-attackPanic Attack (Attacco di panico) è opera d’esordio del polacco Pawel Maśiona che allinea varie storie basate sui momenti di panico che colgono i personaggi più disparati quando la fine del mondo sembra vicina. C’è la ragazza che campa con le chat erotiche, il giovane cameriere ossessionato dal videogioco che predice la fine del mondo, la coppia che ritorna da una vacanza in Egitto e si vede morire il passeggero che le siede accanto in aereo, la donna incinta che inizia il travaglio proprio nel bel mezzo di una festa di matrimonio, la coppia che si sta sperando e si concede un ultimo congresso erotico. Il tutto a testimoniare il caos che regna fra noi e le paure che attanagliano l’immagine del futuro. Il film è ben girato, ma aggiunge assai poco, per non dire nulla, alle cose che già sappiamo salvo sbandierare un pessimismo che, da un certo punto di vista, appare abbastanza di maniera. In altre parole un testo professionalmente maturo che testimonia la capacità di questo autore d’inscriversi da dubito fra i cineasti di vaglio, ma una prova che testimonia la necessità di acquisire ancora di molta esperienza.
(U.R.)