53mo Karlovy Vary International Film Festival - Pagina 5

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53mo Karlovy Vary International Film Festival
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eedf-redemptionGeula (Redenzione) è il nome di una bimba israeliana di sette anni affetta da tumore che il padre, un musicista di successo che ha abbandonato il rock’n’ roll per diventare membro di una comunità di ebrei ortodossi, tenta di curare con ogni mezzo. Ora la piccola può, forse, essere salvata da nuove costosissime cure. Per questo il genitore, che è vedovo essendo anche la moglie morta di quel terribile male, rimette assieme una vecchia band con l’impegno di suonare ai matrimoni tradizionalisti con i musicisti vestiti da ebrei ortodossi. La cosa riesce bene, al punto che i compagni gli propongono di riprendere il vecchio complesso, questa volta per dare un volto nuovo al rock israeliano. Il musicista esita, cerca di sottrarsi, ma si convince quando la figlia inizia a rispondere positivamente al secondo ciclo di cure reso possibile dai guadagni ottenuti suonando ai matrimoni. Il film è diretto dall’israeliano Joseph Madmony in coppia con il sudafricano Boaz Yehonatan Yacov e ha il merito di immergere lo spettatore in un mondo, quello della musica israeliana, di cui poco si sa, mentre soprattutto grazie al cinema, poco aggiunge a proposito del mondo dell’ortodossia religiosa. Nel complesso è un esempio non banale di una cinematografia che negli ultimi anni ha prodotto non poche opere interessanti, la maggior parte delle quali, purtroppo, si sono viste solo nei festival. Nuoce al racconto, invece, quella sorta di miracolo che salva la vita (almeno temporaneamente) alla piccina e offre una sorta di conciliazione fra la ribellione del padre e il conservatorismo della religione tradizionale. In altre parole, una parte del discorso, sacrosanto e innovativo, sul contrasto fra la musica e i testi moderni e bigottismo sembra annacquarsi molto.
cd66-winter-fliesSi è visto anche Vešechno bude (Mosche invernali) dello sloveno Olmo Omerzu, un road movie che ha al centro due ragazzini e una giovane a cui danno un passaggio, oltre a un cane che il più intraprendente salva dall’annegamento. Un viaggio iniziato e concluso a bordo di una vecchia Auto Union. I ragazzi, nessuno dei quali ha la patente, iniziano una scorribanda attraverso il paese   andare a trovare il nonno si uno dei due e raccolgono per strada la ragazza, dapprima con speranze unicamente sessuali. Molte le cose che capitano loro prima di essere fermati dalla polizia – la storia è ricostruita in flash back nel costo dell’interrogatorio del più anziano dei due – dal furto dell’auto di una parente sino al salvataggio dell’anziano, provvidenzialmente portato in ospedale dai due ragazzi che lo hanno soccorso mentre era a terra colpito da un infarto. È una produzione che ha convolto, oltre la Slovenia, anche la repubblica Ceca, quella Slovacca e la Polonia. Una produzione solida, lo si nota dalla cura della fotografia, che ha utilizzato un paio di attori non professionisti. Purtroppo, cinematograficamente il risultato non è molto originale traducendosi in un film di viaggio come molti altri.
(U.R.)