53mo Karlovy Vary International Film Festival - Pagina 16

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53mo Karlovy Vary International Film Festival
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Commenti ai premi

a46d-the-fireflies-are-goneLa prima cosa che salta agli occhi scorrendo l’elenco dei film ufficialmente premiati dal cinquantatreesimo Festival di Karlovy Vary è la mancanza, fra i titoli premiati, di La scomparsa delle lucciole (La disparition des lucioles) del canadese Sébastien Pilote, che, a nostro giudizio, avrebbe meritato maggiore attenzione. Condivisibili tutti gli altri riconoscimenti, in particolare quelli a Non mi preoccupo se finiamo nella storia come i Barbari („Îm i este indiferent dacă în istorie vom intra ca barbari”) del rumeno Radu Jude e Sogno Florianópolis (Sueño Florianópolis) dell’argentina Ana Katz. Questi due si sono confermati, per varie ragioni, fra i titoli più interessanti della competizione. In complesso, dunque, un verdetto condivisibile almeno nelle sue parti più rilevanti.
(U.R.)

e424-suleiman-mountainNon ci sono state grosse sorprese nella scelta dei vincitori della sezione East to West di questa cinquantatreesima edizione del KVIFF. La montagna di Suleiman (Suleiman Gora, 2017) ha ottenuto il Gran Premio che riconosce anche USD 15.000. È uno dei pochi realizzati in Kyrgyzstan - opera prima della talentuosa Elizaveta Stishova - girato all'interno e nei dintorni del mistico sito patrimonio dell'Umanità montagna Suleiman di Osh. Il film racconta la storia della maturazione di un uomo solo apparentemente adulto che deve prima perdere l'amore per poi ritrovarlo e, forse, mantenerlo. Gioca d'azzardo, è un forte bevitore, un immaturo che mette sé stesso prima della famiglia. Quando sua moglie Zhipara lo chiama per dirgli che ha trovato il loro figlio scomparso, Uluk, l’uomo si precipita da lei con sgomento della sua giovane ed incinta seconda moglie. Presto le nuove dinamiche familiari si estendono oltre i loro limiti, e Karabas entra in crisi cercando di fare convivere le sue vecchie abitudini e le due donne madri di suoi figli: uno rinato e uno ancora da venire. Giusto riconoscimento - Premio speciale della giuria dotato di USD 10.000 – all'ungherese La valle dei fiori (Virágvölgy, 2018), un road movie originale anche se non privo di difetti.  Il regista László Csuja conosce bene il linguaggio cinematografico e televisivo; per il suo debutto nel lungometraggio si è avvalso di due attori non professionisti: Bianka Berényi, autentica icona di Instagram popolare non solo in Ungheria, e László Réti, un pluripremiato campione delle Olimpiadi per diversamente abili. I due hanno conferito grande naturalezza ai loro personaggi che sono subito adottati dal pubblico. Si possono considerati come dei pazzi, sicuramente sono asociali ma la loro logica li porta a fare credere che tutto sia possibile. Questi innamorati in fuga sono raccontati nel loro vitale caos con immagini poetiche di grande dolcezza.
(F.F.)