53mo Karlovy Vary International Film Festival - Pagina 13

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53mo Karlovy Vary International Film Festival
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68cc-miriam-liesMiram miente (Miriam dice bugie) porta le firme di Natalia Cagral e di Oriol Estrada, due cineasti nati nella Repubblica Dominicana. Da notare che questo è uno dei pochi prodotti cinematografici realizzati in quel paese. Miriam, quattordicenne di coloreè sta per compiere quindici anni, una data importante che, di solito, nei paesi caraibici è celebrata in pompa magna. Solo che lei non ha fidanzato e, per partecipare alla festa deve inventarsene uno. Eccola allora immaginarsi un compagno francese, impegnato nel settore culturale dell’ambasciata di quel paese. La finzione dura a lungo, ma alla fine la ragazza è messa alle strette dalla madre e non può neppure salvarsi usando un coetaneo con cui scambia una fitta chat, visto che il tipo – anche lui di colore – si dilegua appena la vede di persona. Miriam rimane così ancora più sola, ma l’esperienza che ha fatto le sarà utile in futuro. Il film ha un respiro che sarebbe perfetto per un cortometraggio ed è recitato con intensità da due attrici giovanissime, entrambe sotto gli undici anni. La descrizione del carattere e le pulsioni delle fanciulle è molto precisa, ma rimane un pregio solitario compromesso dalla lunghezza del film. Qui stiamo parlando di figlie di una borghesia moderatamente benestante mentre rimangono fuori i numerosi problemi sociali che gravano su questo paese. Sembra quasi, oltre i pregi della regia, di aver a che fare con una situazione replicabile in qualsiasi parte del mondo e questo è un altro difetto dell’opera.
CalebLandryJonesToTheNightC’è andato giù particolarmente pesante l’austriaco Peter Brunner che ha firmato To The Night (Alla notte) biografia allucinata di uno scultore disturbato di mente che oscilla fra follia e voglia di avere una famiglia normale. Per la verità la barra del personaggio tende più verso la pazzia che non il desiderio di una vita normale. Il film è costruito con la macchina da presa costantemente incollata ai volti dei personaggi e questo sino all’esasperazione. In altre parole è un film piuttosto disturbante e nulla smentisce il sospetto che il regista si diverta a giocare con la sensibilità e l’attenzione dello spettatore. Per quanto ci riguarda gli lasciamo volentieri il gioco in mano e ci limitiamo a registrare la non poca noia che ci ha preso dopo una decina di minuti d’immagini ripetitive e quasi prive di senso.
(U.R.)