53mo Karlovy Vary International Film Festival - Pagina 2

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53mo Karlovy Vary International Film Festival
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5052306 kviff-festival-filmovy-karlovy-vary-v0Gran Gala per l’inaugurazione della 53esima edizione del Festival cinematografico di Karlovy Vary con un intervento di Tim Robbins, premiato col riconoscimento alla carriera, che è stato applaudito perché, cosa rarissima, non si e limitato ai convenevoli del caso ma si e inserito nel contesto della realtà del paese che lo ospitava ricordando la Repubblica ceca e il centenario della sua Fondazione, che si avrà il 28 ottobre. Si è unito anche alla commemorazione della libertà ceca, rendendo omaggio alla voce principale protagonista della Rivoluzione di velluto del 1989, Vaclav Havel. “Il coraggio di questi uomini è tanto necessario oggi quanto lo fu quando le masse si recarono a Praga per chiedere la fine del comunismo”. Ciò che ha colpito maggiormente è stata la sua presa di posizione nei confronti del presidente Trump. Ha usato parole che lasciano pochi dubbi sulle sue idee e lo ha criticato pesantemente per il maltrattamento ai bambini rifugiati. Ha proseguito invitando i registi a combattere per la verità e le storie forti invece di soccombere ai "burattini della propaganda" e all’Universo Marvel. Ha chiesto agli artisti a resistere senza mai abbassare la difesa. Ha voluto sottolineare che il concetto di viaggio nel tempo del film con Michael J. Fox oggi è particolarmente rilevante perché un potere che non guarda a quanto è stato fatto in precedenza vuole riportare l'America agli anni '50. Una frase particolarmente applaudita è stata "I bulli non hanno potere senza paura". Probabilmente, secondo le intenzioni degli organizzatori, il gala doveva essere basato principalmente su di un tributo a Milos Forman, morto in aprile. Jiri Bartoska, presidente del Festival e attore idolatrato dai cechi, ha detto che aveva lasciato la Repubblica Ceca con una valigia ed è tornato con due Oscar. Bellissimo il montaggio fatto dei suoi film e vincente l’idea di presentare come film di apertura Gli amori di una bionda (Lásky jedné plavovlásky, 1965). Coronamento a questo omaggio a Forman, definito unicamente come amico di Karlovy Vary, un concerto della la Czech National Symphony Orchestra diretta dal notissimo maestro Libor Pesek – da anni impegnata nelle colonne sonore anche di molti film statunitensi ed europei – con le musiche che hanno caratterizzato suoi film che spaziano dal musical, al biografico, alla commedia, a tutto quello che era cinema di qualità. Si era iniziato con un bel numero in cui la coreografia prevedeva sia ginnasti impegnati in incredibili balletti aerei che più tradizionali ballerini: è una tradizione che il Festival porta avanti con sempre maggiore successo, offrendo a 360 gradi per creare la giusta atmosfera. Ha fatto seguito un omaggio a Richard Linklater e ai film indipendenti della Austin Film Society, presentati nella sezione Made in Texas. Questo è solo inizio di un’edizione che prevede la presenza di grandi autori ed attori del cinema. Ci sarà Trine Dyrholm che è viene per presentare il film Nico, 1988 diretto da Susanna Nicchiarelli, Joana Ribeiro assieme al regista Terry Gilliam per accompagnare L'uomo che uccise Don Chisciotte (The Man Who Killed Don Quixote, 2018), Anna  Paquin che presenterà  assieme al regista Stephen Moyer Il tramezzo (The  Parting Glass, 2018), Thomasin Harcourt McKenzie che introdurrà Leave no trace (2018) diretto da Debra Granik e Barry Levinson che sarà insignito del premio alla carriera in occasione della presentazione del suo film televisivo Paterno (2018) interpretato da Al Pacino.
(F.F.)