52o Festival Cartagena De Indias - Pagina 3

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52o Festival Cartagena De Indias
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Donne che pagano con la vita colpe mai commesse, sono quelle che l’andaluso Benito Zambrano ha tratto dal successo editoriale di una scrittrice recentemente scomparsa, Dulce Chacón. La voz dormida (La voce dormiente) illustra la prigionia e la messa a morte, due anni dopo la fine della guerra civile, di donne sospettate di essere in relazione con elementi che si opponevano al regime. Film, purtroppo, manicheo, dove i cattivi sono sempre spietatamente cattivi. Tuttavia ricorda agli spagnoli le fucilazioni che il franchismo praticava in anni di pace a Madrid, dopo giudizi sommari e applicando il codice militare di guerra. Bravissime le attrici che animano il film, dalla giovane protagonista, Imma Cuesta, all’esordiente Maria León.
In concorso anche Las acacias (Le acacie), opera prima dell’argentino Pablo Giorgelli, premiato a Cannes. E' un film minimalista, come molte opere in concorso, su una ragazza madre che ottiene, tramite un conoscente, un passaggio dal Paraguay all’Argentina, da Asunción a Buenos Aires. Il passaggio é su un camion che trasporta tronchi d’albero e la donna viaggia con una bambina di cinque mesi. Il regista mette a fuoco il carattere burbero dell’autista, obbligato dal suo capo ad accogliere la passeggera. All’inizio il camionista si mostra serioso e distaccato. Durante il viaggio, però, é colpito dalla dignità e dall’indipendenza della donna, e s’intenerisce per il comportamento sereno e gioioso della bambina. Il viaggio finisce, ma forse é l’inizio di un’amicizia.
Il trionfatore del Festival è stato El estudiante (Lo studente), opera prima del trentaduenne argentino Santiago Mitre. Il film ha vinto 15mila dollari quale miglior film votato dalla giuria internazionale (Claire Denis, Hector Babenco, Dennis Lim) che ha assegnato anche il premio al miglior attore al protagonista del film: Esteban Lamothe. L’opera ha ottenuto anche il Premio Fipresci della critica internazionale.
Gli altri due premi della giuria internazionale sono stati assegnati a El lenguaje de los machetes (Il linguaggio dei machete) del messicano Kyzza Terrazas (Premio speciale della giuria) e a Porfirio del colombiano Alejandro Landes (Premio alla migliore regia). La sezione ufficiale, inoltre, si avvaleva di altre due giurie. Il premio dell’Organización Católica Latinoamericana y del Caribe de Comunicación (OCLACC) è stato assegnato al film brasiliano Historias que so existem quando lembradas (Storie che esistono solo quando sono ricordate) di Julia Murat. Il premio del pubblico, invece, è andato all’applauditissimo film colombiano Chocó di Jhonny Hendrix Hinestroza.
Un’altra giuria internazionale composta dagli statunitensi Anna Maria de la Fuente e Josh Siegel, e dal francese Edouard Waintrop, ha assegnato i premi nella sezione di tredici lungometraggi colombiani Colombia al 100%. Ha trionfato Porfirio con un premio di 30mila dollari al regista Alejandro Landes (miglior regia) e altri tre premi di 25.000 + 11.000 + 13.000 quale miglior film. Miglior attore è stato valutato Andrés Crespo, protagonista di Pescador (Pescatore) di Sebastiàn Corsero; Premio speciale della giuria a Sofìa y el terco (Sofia e il testardo) di Andrés Burgos.
La giuria della sezione documentari composta di Debra Zimmerman, Ricardo Giraldo e Ricardo Restrepo, ha scelto film di registi messicani. Il Premio speciale della giuria è andato a Cuates de Australia (Amici d’Australia) di Everardo González; miglior regista è stata valutata Tatiana Huezo, autrice di El lugar mas pequeño (Il luogo più piccolo) che ha vinto anche 5mila dollari quale miglior documentario.
Miglior cortometraggio è stato giudicato il brasiliano A fabrica (La fabbrica) di Aly Muritiba che ha vinto anche il premio della regia. Premio speciale della giuria al colombiano Los retratos (I ritratti) di Ivàn D. Gaona. Molti anche i premi della sezione riservata ai nuevos creatores. Tra i quali merita una citazione particolare Mi Drua (La mia terra) della colombiana Mileidy Orozco Domicó dell’università di Antioquia.
Da ricordare che il Festival, che si avvaleva di un teatro storico, di un centro di convenzioni e di sei sale di un multiplex, ha deciso l’entrata libera per tutti. Ha registrato 40.000 presenze e si è terminato con un intervento di Alex de la Iglesia del quale è stato presentato l’ultimo film La chispa de la vida (La scintilla della vita).