55ma SEMINCI - Semana Internacional de Cine - Valladolid - Pagina 7

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55ma SEMINCI - Semana Internacional de Cine - Valladolid
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Questa sesta giornata è stata segnata film in concorso molto gradevoli e buone proposte nelle sezioni collaterali. Na putu (Sul sentiero) è diretto dalla bravissima regista di Sarajevo Jasmila Zbanic (Grbavica - Il segreto di Esma, 2006) che dimostra sempre grande impegno sociale e politico nei suoi film, toccando anche temi difficili come l’integralismo religioso e questo senza censure di nessun tipo. Una coppia di conviventi, Luna e Amar, sta lottando per superare ostacoli imprevisti che minacciano il loro rapporto. Amar, controllore di volo, è sospeso senza paga per essere stato trovato ubriaco sul posto di lavoro, Luna è una hostess innamoratissima dell’uomo col quale da anni cerca di avere senza successo, un figlio. Tutto sembra andare per il meglio fino a quando l’uomo non incontra un ex compagno di guerra, ora divenuto integralista mussulmano, che lo convince ad andare a insegnare informatica in un luogo dove sono formate le menti dei nuovi adepti. La donna non riesce più a comunicare con lui e decide di raggiungerlo in quell’ambiente misterioso dove le donne portano il velo che le nasconde agli occhi e tutto è basato sulla religione: un mondo in cui uomini e donne sono rigorosamente in isolamento nella loro vita quotidiana e in cui tutto è concesso se suffragato dalla religione (compreso sposarsi con una bimba) e ogni altra cosa è vietata. Il film ha ancora più valore e coraggio se si pensa che è stato realizzato e prodotto in un paese difficile quale la Bosnia ed Erzegovina. Ci sono varie citazioni della guerra fratricida (ambedue i protagonisti hanno perso i genitori), della modernità di Sarajevo e delle restrizioni morali vigenti in gran parte del paese, il tutto raccontato con scene che fanno venire i brividi. Gli ottimi protagonisti sono Zrinka Cvitešić e Leon Luče.

A dimostrazione che la cinematografia Argentina sta vivendo un momento più che buono - basterà ricordare il premio Oscar per il miglior film in lingua non inglese andato a Il segreto dei suoi occhi (El Secreto de Sus Ojos, 2009) - è stato presentato un film che rappresenta una corretta, documentata, interessante, spettacolare, avvincente biografia dell’artista di murales messicano David Alfaro Siqueiros e dell’Argentina del 1933. Diretto con grande bravura dal noto regista Héctor Olivera, El mural (Il murales) ha uno sviluppo tipico da cinema argentino in cui storia, passione, amore, sesso, politica trovano più occasioni per dialogare, con logica, tra di loro. Siqueiros, giunto a Buenos Aires in esilio dal Messico per tenere conferenze in Associazione degli Amici dell'Arte molto vicina al credo marxista-leninista e che lottano in una città e in un momento in cui la prevale un pericoloso nazionalismo. L’artista sogna di dipingere un murale su alcune costruzioni del porto, visibili a chiunque arrivi via mare, ma non ottiene i permessi necessari. Chiede aiuto al liberale Natalio Botana, potente editore de La critica che quasi come un contentino gli affida la commessa di un murale nel seminterrato della sua residenza. L'artista lavora con l'aiuto di grandi pittori e uno scenografo che molto hanno fatto per l’arte in Argentina e Uruguay. Mentre nel seminterrato prosegue la creazione di Esercizio di plasticità, inizia una storia d'amore tra il proprietario e la poetessa Blanca Luz Brum, la bella moglie che è anche corteggiata da Pablo Neruda, allora vice console in Argentina.

Sebbe (idem) è un film svedese diretto dall’iraniano Babak Najafi trasferitosi nel nord dell’Europa all’età’ di undici anni. Ha diretto un film delicato, intimo, che racconta della difficoltà nell'inserirsi di un giovane nella società che sa rifiutare chi è considerato diverso. Sebbe vive con la madre single in un appartamento troppo piccolo per entrambi, così, inevitabilmente, ci sono attriti tra di loro. Il ragazzo ha solo un vago ricordo di suo padre, che sua madre Eva ricorda con assoluta chiarezza, poiché il figlio per lei è identico a lui, tanto da riportarle alla mente momenti belli e brutti vissuti con l’uomo. La vita di questo quindicenne non è facile: sua madre lavora di notte e al momento di tornare a casa è spesso stanca e irritabile, a scuola è vittima di scherzi e abusi. La sua lotta per sopravvivere lo porta ad affrontare la vita come adulto, sentendosi ancora immaturo. Bene interpretato da Sebastian Hiort af Ornäs, Eva Melander e Kenny Wåhlbrink, il film vive di fasi alterne e spesso non convince.