55ma SEMINCI - Semana Internacional de Cine - Valladolid - Pagina 2

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55ma SEMINCI - Semana Internacional de Cine - Valladolid
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Come tradizione di questo festival, giunto ormai alla 55ma edizione, il Gala dell’inaugurazione è uno spettacolo sempre di buona qualità in cui un film presentato fuori concorso è quasi la cosa meno importante. Valladolid vive con e per il cinema: oltre cento schermi, Università con vari corsi tematici, il desiderio di superare anche se quasi impossibile i nemici di San Sebastian in risonanza internazionale, una ciclo importante, pensato per i giornalisti stranieri, che propone il meglio della produzione spagnola della stagione che non ha avuto ancora circuitazione all’estero. Saranno presentati anche un paio di titoli in prima uscita nazionale. Come, del resto, era una prima per la Spagna También la lluvia (Anche la pioggia), film proposto fuori concorso ieri sera e che corre per l´Oscar. Diretto dalla brava Icíar Bollaín, il film e’ la sofferta realizzazione di un film in Bolivia nel 2000 da parte di una troupe spagnola, per raccontare la violenta colonizzazione hispánica in quelle terre e il coraggio della chiesa cattollica che era dalla parte degli Indios. Regista e produttore ben presto si rendono conto che la realtà del paese non può lasciarli indifferenti, con le violente manifestazioni contro il costo dell’acqua che coinvolge anche molti figuranti ed attori locali. Uno dei loro protagonisti e’ impegnato in prima persona e viene ferito, fermato, arrestato creando non pochi problemi alla produzione. Alla fine, gli europei capiscono che la priorita’ da dare ai problemi locali puo’ anche mettere in dubbio la realizzazione del loro progetto ma che non deve essere sottesa. Interpretato tra gli altri dai bravissimi Luis Tosar (presente con la regista e parte del cast all’inaugurazione), Gael García Bernal e Juan Carlos Aduviri, il film e’ un movie movie dove il dramma non lascia mai spazio al melodramma.

Nel pomeriggio si era avuta l’apertura di Punto de encuentro (Punto d’incontro) con un film molto interessante anche se non perfetto, realizzato in episodi da cinque registe giovanissime, in cui si parla di donne incinta, o che desidererebbero esserlo, che lottano perche’ non sia l’uomo a prendere le decisioni sulla maternità al posto loro. Neke druge priće (Alcune altre storie) ha gli episodi col titolo che semplicemente riporta il nome del loro paese. La vicenda di ragazza drogata a cui tolgono la figlia appena nata, quella di una suora che fa l’inseminazione artificiale, la madre che porta d’urgenza in ospedale la figlia incinta che ha forse tentato il suicidio, una ragazza ricca e felice fidanzata con giovane in carriera che decide di interrompere la gravidanza, una coppia apparentemente felice che entra in crisi proprio per una maternità. E’ un film a tratti duro, spesso imbarazzante per i temi trattati senza falsi pudori, quasi sempre interessante anche se non sempre immune da qualche strizzatina d’occhio verso il pubblico. Diretto da Ivona Juka (che ha poi dibattuto col pubblico la pellicola), Ana Maria Rossi, Ines Tanović, Marija Dzidzeva e Hanna Slak, ha quasi miracolosamente messo insieme, merito anche di Eroimages, produttori di Croazia, Serbia, Bosnia ed Erzegovina, Macedonia Paesa che hanno avuto piu’ di un attrito tra loro.

Grande interesse, come era prevedibile, ha destato la presenza di Antonio Banderas che ritirava il premio alla carriera proprio dove, citando l’attore ho ricevuto il premio come miglior attore 20 anni fa con il mio ultimo film girato in Spagna, prima di andare negli Stati Uniti dove la mia vita professionale e non e’ cambiata completamente, e ora  sempre Seminci mi premia di nuovo quando torno a girare di nuovo nel mio paese: grazie per non avermi dimenticato. Ha parlato per oltre dieci minuti e ha permesso a questo bel Festival di avere una audience internazionale che solo i buoni film scelti non gli possono donare.