Hawaii, Oslo ···

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Hawaii, Oslo ···

ImageHawaii, Oslo del norvegese Erik Poppe è un mosaico di quattro storie che s’incrociano in un finale venato di misticismo. Vi partecipano due fratelli d’origine polacca - un cleptomane e un rapinatore - un assistente sociale che tenta di recuperare il primo dei due, una coppia che festeggia con la nascita del primo figlio, salvo piombare nella disperazione quando i dottori annunciano che il bimbo è affetto da una malformazione cardiaca che lo ucciderà entro pochi giorni, una cantante che tenta il suicidio e una madre che ha abbandonato i figli ed ora tenta di recuperarne l’affetto. Tutte queste storie si uniscono e trovano una possibile soluzione con la morte dell’assistente sociale, una figura quasi messianica, un angelo che sembra addossarsi tutte le colpe del mondo.

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Radio America ····

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Radio America ····

ImageRobert Altman è uno dei maggiori registi viventi e il massimo cantore della realtà americana. E' un pittore capace di costruire affreschi sublimi per equilibrio interno e capacità di rappresentare, una società complessa quanto poche altre. L’insieme dei suoi film vale quanto è più un corposo tomo di sociologia, con, in più, il piacere di un’invenzione artistica di primissimo livello. Anche in opere apparentemente non eccezionali, come questo Radio America (A Prairie Home Companion), compare un ordito straordinario, capace di rendere viva e pulsante la realtà che rappresentano.

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L'Enfer ···

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L'Enfer ···

ImageL’enfer (L’inferno) di Danis Tanovic nasce da una sceneggiatura di Krzysztof Piesiewicz pensata per Krzysztof Kieslowski. Un professore è scoperto dalla moglie mentre accarezza un allievo nudo, lei lo denuncia e lui si fa un bel po’ d’anni di prigione. Quando esce, tenta di rivedere le figlie, ma la moglie non vuole, ne nasce un diverbio aspro dopo di che lui si uccide. Le tre figlie, a loro, volta hanno vicende sentimentali molto complesse. Una diventa l’amante del maturo professore universitario della cui figlia è amica. Un’altra è tradita dal marito con una giornalista televisiva. La terza crede di essere corteggiata da un giovanotto, che si rivelerà il giovane ignudo dell’inizio e che le confesserà che sui padre non ha alcuna responsabilità, anzi tentava di consolarlo quando gli si offrì senza vestiti.

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Poseidon ·

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Poseidon ·

ImageNel 1972 Ronald Neame ha diretto L’avventura del Poseidon uno di quei film catastrofici che hanno segnato il cinema commerciale di quegli anni. Trentaquatto anni dopo il tedesco americanizzato Wolfgang Petersen ha rifatto quel film approfittando del prodigioso sviluppo della tecnica intervenuto nel periodo. Tuttavia il contributo d’effetti speciali e meraviglie ottiche varie è stato abbondantemente annullato da una freddezza e una mancanza di fantasia che fanno precipitale questa seconda volta al livello dei peggiori film commerciali.

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Verso il sud ····

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Verso il sud ····

ImageIl regista francese Laurent Cantet (Risorse umane, 2000 e A tempo pieno, 2001) si sta affermando come uno degli autori più interessanti del cinema di oggi. La sua ultima fatica, Verso il Sud (Vers le sud) prende spunto da tre racconti brevi di Dany Laferriére. Negli anni ottanta le spiagge di Haiti pullulano di turisti americani venuti a comprare, per pochi dollari, sole, mare e i corpi di giovani donne e prestanti ragazzi che si prostituiscono per qualche banconota. Ellen (Charlotte Rampling), Brenda (Karen Young) e Sue (Louise Portal) sono tre mature signore che partecipano a questo commercio. Le prestazioni del bel Legba, in particolare, sono apprezzate e contese fra Ellen e Brenda. Fuori, oltre i confini del villaggio turistico, dominano miseria, degradazione e il terrore scatenato dal terribile regime del dittatore Baby Doc (Jean-Claude Duvalier), i cui feroci scherani (TonTon Macoute) spadroneggiano su tutto e tutti.

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Bombón, el perro ····

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Bombón, el perro ····

ImageBombón, el perro (Bombón, il cane) di Carlos Sorin conferma la grazia e leggerezza di tocco del regista di Historias mínimas (Piccole storie, 2002). Questa volta a girovagare per il desolato territorio patagonico è un benzinaio disoccupato riciclatosi in venditore di coltelli artigianali. Un giorno aiuta una ragazza in panne, questa lo invita a casa e sua madre gli regala un cagnone argentino con tanto di prezioso pedigree. L'animale, incredibilmente mansueto nonostante l'aspetto, suscita le mire di un allevatore che convince il nuovo padrone a farlo partecipare ad un concorso.

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Volver ····

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Volver ····

ImageVolver (Tornare) di Pedro Almodóvar è un gran film. Il regista spagnolo continua il discorso sulle donne e la famiglia che ha avviato sin da Todo sobre mi madre (Tutto su mia madre, 1999). Lo fa ricorrendo all’abituale costruzione melodrammatica per raccontare una vicenda ricca d’incesti, morti nascoste, falsi decessi, tradimenti, riscatti apparentemente impossibili. Una donna volitiva, che lavora in un’azienda di pulizia all’Aeroporto di Madrid, ha la possibilità di coronare il sogno della sua vita: gestire un ristorante. L’opportunità gliela offre la troupe di un film che cerca un posto ove andare a mangiare.

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Festival di Setubal 2006

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Dedicato alla Norvegia

sito ufficiale: http://www.festroia.pt/
Leggi tutto...Il Festival del cinema di Setubal ha subito il dolore della scomparsa, a pochi giorni dalla chiusura dell’edizione di quest’anno, del suo presidente e fondatore: lo scrittore Mario Ventura.
La manifestazione portoghese è dedicata ai paesi la cui produzione cinematografica non supera la trentina di titoli a stagione. Questa scelta, che ha segnato l’iniziativa dall’inizio, si è tradotta, nel tempo, in una forte attenzione verso alcune nazionalità solitamente trascurate dai grandi circuiti festivalieri, in particolare, i paesi del nord Europa.

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Festival di Cannes 2006

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Festival di Cannes 2006 - Giorno per giorno.

sito ufficiale: http://www.festival-cannes.fr/
Leggi tutto...Mercoledì 17 maggio – Primo Giorno.
Il 59mo Festival Internazionale del Film di Cannes si è aperto con un film, Il codice da Vinci, tratto da un romanzo che ha venduto, sino ad ora, più di quaranta milioni di copie. Un testo di gran successo, dunque, il cui cammino è stato segnato da aspre polemiche con la gerarchia cattolica, alcune importanti personalità della quale hanno invitato i fedeli a boicottare il film. Tanto scalpore per la tesi, non originalissima, ma indubbiamente dirompente, che pone l’accento sulla femminilità del Cristo. In altre parole si sostiene che Gesù ha avuto una vita umana normale tanto, da essersi sposato con Maria Maddalena che gli avrebbe dato alcuni figli. La donna, poi, sarebbe stata da lui designata come vera fondatrice della Chiesa Cattolica. Una tesi basata su interpretazioni tratte dai vangeli apocrifi, testi vari di storia della cristianità e su molte opere d’arte, prime fra tutte quelle di Leonardo da Vinci. Il film, dal bilancio di oltre 120 cento milioni di dollari, è stato affidato alle mani di Ron Howard, un sapiente confezionatore d’opere superspettacolari (Cocoon, 1985; Apollo 13, 1995; A Beautifull Mind, 2001; Cinderella Man, 2005). Il risultato finale mostra tutti i quattrini spesi, ma non va oltre. La storia, già debole nel libro la cui struttura assomiglia più alla sceneggiatura di un film di serie B che non ad un grande romanzo, perde ancora in verosimiglianza al punto che, nella proiezione stampa, sono risuonate varie risate in momenti che la regia pensava dovessero risultare, al contrario, molto drammatici. L’opera non funziona neppure sul versante puramente poliziesco e avventuroso, quello legato alla ricerca dei documenti che proverebbero la primogenitura ecclesiale di Maria Maddalena, la cui salma, ci si dice alla fine, sarebbe sepolta sotto la punta della piramide rovesciata che marca l’ingresso al Museo del Luovre. La storia è scombinata, piena di colpi di scena telegrafati un miglio prima, con intere parti in cui la decifrazione è affidata a fiumi di discorsi, segno che le immagini latitano e che al regista non passa per la testa neppure la più labile idea di cinema. In altre parole la contaminazione fra cultura alta, d’impostazione europea, e superspettacolarità hollywoodiana ha prodotto un clamoroso fallimento espressivo. Davvero un brutto inizio per il Festival.

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Festival Internazionale del Film di Istanbul 2006

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Le strade del cinema turco

http://www.iksv.org/film/english/

Leggi tutto...Il Festival Internazionale del Film di Istanbul ha raggiunto le venticinque edizioni e, oltre alle celebrazioni di rito, ha annunciato una vera e propria rivoluzione delle strutture. Esce dalla scena, dopo ventiquattro anni, Hülya Uçansu, la gran signora che lo ha guidato, con intelligenza e mano ferma, facendolo crescere da piccola rassegna locale a grande manifestazione di prestigio internazionale. Al suo posto andrà Azize Tan, per anni sua assistente, e la cosa potrebbe far pensare ad un armonico cambio generazionale, sennonché una certa tensione e le note propensioni ai clamori divistici di Şakir Eczacibaşi, gran patron della manifestazione e presidente della Fondazione nel cui ambito la rassegna opera, fanno supporre un cambio di rotta in favore della ricerca di grandi star e una parallela riduzione di risorse e attenzione al versante culturale.

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