Il piacere e l'amore ····

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Il piacere e l'amore ····

Image Il piacere e l'amore (Iklimler, 2006) è il quarto film di Nuri Bilge Ceylan, dopo Uzak (Distante, 2002), Mayis sikintisi (Nubi di maggio, 1999), Kasaba (La cittadina, 1998), ed è l’opera di un cineasta turco che viene dalla fotografia e che si affermato come una delle voci più limpide e originali del cinema contemporaneo. La sua predilezione va all’analisi psicologica dei rapporti interpersonali, in questo caso della relazione di coppia. Il film, che ha vinto il premio dei critici internazionali (FIPRESCI) all’ultimo Festival di Cannes, si muove su un percorso stilistico d’ispirazione antonioniana: lunghi piani - sequenza, poche parole, immagini perfette di un paesaggio freddamente indifferente alle turbe emozionali dei personaggi. E' una storia che ruota attorno alla crisi sentimentale ed esistenziale fra un professore d’arte e una direttrice artistica televisiva.

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L'ultimo inquisitore ····

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L'ultimo inquisitore ····

Image La figura di Francisco José De Goya y Lucientes (1746 - 1828), il più grande pittore spagnolo di tutti i tempi, ha spesso attratto i cineasti. Un interesse legato sia alla personalità dell’artista, sia al periodo turbolento in cui visse, un arco di tempo che va dalla rivoluzione francese (1789), l’esilio di Carlo IV e l’invasione napoleonica (1808), la sconfitta dei francesi (1814), anche in seguito ad una vera rivolta popolare suscitata dai metodi coloniali usati dagli occupanti. Di tutte queste fasi il grande pittore diede testimonianza in una serie di quadri e stampe che vanno dall’orrore dell’inquisizione (Il sonno della ragione genera mostri, 1797- 99) alla denuncia dei crimini della Grande Armé (I disastri della guerra, 1810-20). Sono questi stessi stimoli che hanno mosso Miloš Forman nella realizzazione de L’ultimo inquisitore (Goya's Ghosts, 2006), un film in cui si intrecciano almeno due filoni. Il primo ruota attorno alla denuncia dei crimini del potere, alle giravolte che politici e religiosi compiono pur di rimanere in sella, alla crudeltà con cui sono perseguitati gli innocenti, a volte gli amici e i parenti stessi.

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Gli innocenti ···

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Gli innocenti ···
Image Gli innocenti (Drabert ) porta la firma del danese Per Fly ed è parte di una trilogia il cui primo episodio è stato il pregevole L’eredità (Arven, 2003), un film che colpi per la capacità di guardare con occhio limpido al conflitto fra pulsioni personali ed esigenze politico – economiche. Anche questo nuovo lavoro è prodotto dalla Zentropa di Lars Von Trier ed è, quindi, vagamente inquadrabile nel filone Dogma. La storia ruota attorno al rapporto fra rispettabilità borghese ed esigenze profonde dell’animo. Un maturo professore universitario ha una relazione con un’allieva che milita in un gruppuscolo rivoluzionario.

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Il cinema di Theo Anghelopoulos fra metafora e surrealismo sociale.

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Theo Angelopoulos
Gli studiosi del lavoro di Theo Anghelopoulos sono concordi nel metterne in risalto la componente metaforica del suo cinema.
In tutti i suoi film ci sono gruppi di sequenze che, raccontando una precisa storia, rimandano a situazioni e ad osservazioni di portata generale. In altre parole, siamo alla presenza di metafore, spesso costruite su basi che potremmo definire di surrealismo sociale. E’ uno stile che assembla, in modo originale, materiali realistici in modo da formare insiemi che assumono un senso del tutto indipendente da quello dei singoli elementi, raggiungendo valori sociali e politici nettamente definiti. E’ una scelta espressiva che coinvolge anche i tempi fisici della narrazione, come ben esemplificano le numerose sequenze in cui l’epoca cambia con lo svilupparsi della sequenza. Partiamo, ad esempi, da un’immagine del dopoguerra e, con il procedere del movimento di macchina, ci troviamo nel corso della seconda guerra mondiale (La recita -O thiasos, 1975).

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Le vite degli altri ····

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Le vite degli altri ····

ImageBerlino Est, 1984, la città è attraversata dal lungo muro della vergogna (più di 46 chilometri), la Stasi – la polizia politica della Repubblica Democratica Tedesca – ha oltre novantamila addetti e almeno altrettanti informatori che, nolenti o volenti, spiano vicini di casa, colleghi, familiari. Il capitano Gerd Wiesler è un funzionario devoto e preciso, che vive una vita solitaria in un appartamento anonimo, un’esistenza grigia interrotta solo da qualche squallido congresso carnale con una giunonica prostituta autorizzata. Un giorno gli affidano la sorveglianza di un drammaturgo, punta di lancia del regime, della cui compagna, una nota attrice, si è invaghito il potente ministro della cultura. L’intenzione è quella di mettere in difficoltà l’intellettuale e indurre la donna a lasciarlo. Lo spione è sempre più disgustato da questo uso privato della sicurezza pubblica e, contemporaneamente, inizia a subire il fascino di un modo di vivere e di un’attitudine critica che, sino a quel momento, ha considerato crimini.

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Il colore della libertà - Goodbye Bafana ···

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Il colore della libertà - Goodbye Bafana  ···
Image Nelson Mandela (1918) è uno dei personaggi più forti del novecento. Avvocato, militante nero nel Sudafrica additato alla vergogna del mondo per la politica dell’apartheid, ha trascorso ventisette anni in prigione, la maggior parte dei quali nell’isola – galera di Robben Island, con l’accusa di essere il principale animatore della resistenza nera contro i bianchi. Gli è stato a fianco come guardiano James Gregory (scomparso nel 2003), il classico tipico di Afrikaner bianco, preda di feroci pregiudizi razziali. Il lungo sodalizio finì col cambiare la coscienza di questo secondino facendogli intendere la mostruosità del governo che serviva.

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Centochiodi ····

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Centochiodi ····

Image Ermanno Olmi è uno dei grandi vecchi del cinema italiano. In più di sessanta anni di attività ha firmato una quindicina di lungometraggi, molti documentari e varie produzioni per la televisione. I suoi film sono sempre frutto di lunghe riflessioni, fra Cantando dietro i paraventi (2003) e questo sono passati quattro anni, sono accurati nella confezione e spesso anticonformisti nelle tesi. Tale è anche Centochiodi che, secondo quanto dichiarato dall’autore, dovrebbe essere il suo ultimo lungometraggio. Un giovane professore di filosofia, bello e ricco, scompare dopo aver inchiodato al parquet di una prestigiosa biblioteca un bel po’ di volumi antichi. Abbandona auto di lusso, documenti, vestiti alla moda e si mette a ripulire un rudere in riva al fiume. Stringe amicizia con alcuni anziani che hanno costruito su quelle sponde una sorta di piccola comunità e cattura gli occhi di una ragazza disponibile e generosa.

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La masseria delle allodole ···

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La masseria delle allodole ···
Image Paolo e Vittorio Taviani sono fra i pochi autori, della generazione che ha esordito negli anni sessanta, ad essere ancora in attività. Lavarono con sempre maggiore difficoltà e ci riescono soprattutto grazie ad un rapporto consolidato con la Rai. Non a caso i penultimi due film che hanno firmato, Luisa Sanfelice (2004) e Resurrezione (2001), hanno avuto sbocchi solo su piccolo schermo. La masseria delle allodole ha molti punti stilistici e narrativi che rimandano all’origine televisiva della produzione, ad iniziare dall’impostazione delle immagini, la levigatezza delle stesse anche in situazioni particolarmente difficili, la genericità della perorazione di base. Quest’ultima nasce dalla denuncia dei crimini commessi dai Giovani Turchi ai danni del popolo armeno. E’ stato, questo, movimento guidato da Mustafa Kemal detto Atatürk (Padre dei Turchi) con l’obiettivo di modernizzare il paese sottraendolo all’arretratezza del sultanato, ma guardando, anche, con pericolosa simpatia, all’autoritarismo tedesco e, in seguito, a quello mussoliniano.

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Red Road ···

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Red Road ···
Image Red Road (Strada Rossa) è l’opera prima della scozzese Andrea Arnold. Lo ha patrocinato il vulcanico regista e teorico danese Lars von Trier che, in vena di nuove sfide a progettato una trilogia, intitolata Advance Party, i cui autori dovranno utilizzare riprese in digitale, girare in tre diverse città scozzesi e utilizzare una compagnia stabile di attori che conservano lo stesso ruolo. La produzione batte le bandiere danese e scozzese, vi partecipano la Zentropa, la Sigma Film dello scozzese Gillian Berrei e dalla danese Sisse Graum Jorgensen.

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Lezioni di volo ···

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Lezioni di volo ···
Image I giovani sono fra i protagonisti preferiti del cinema italiano che, spesso, li usa per commedie superficiali e di scarso spessore psicologico. Francesca Archibugi (Il grande cocomero, 1993; Mignon è partita, 1988), invece, ha sempre esaminato gli adolescenti tenendo conto delle molte componenti che segnano l’animo nelle varie età e i grovigli che marcano i rapporti familiari. Lezioni di volo ha al centro due diciottenni, svogliati, insicuri, culturalmente vuoti. Uno è figlio di un ricco antiquario ebreo, l’altro è il figlio adottivo di una psicologa e di un giornalista che non disdegna i letti delle colleghe. I due ragazzi passano le giornate, come massimo divertimento, a sputare sulla testa dei passanti. Più per noia che per vera curiosità, decidono di fare un viaggio in India dove, quasi subito, finiscono derubati e divisi.

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