38a Settimana del Film Magiaro

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Leggi tutto... Il cinema ungherese celebra la rivolta del 1956.
Budapest - Il 2006 ha segnato il cinquantesimo anniversario della rivoluzione ungherese (23 ottobre – 11 novembre) del 1956, una rivoluzione schiacciata dai carri armati del Patto di Varsavia e seguita da una lunga scia di repressioni e impiccagioni, arrivare sino agli albori degli anni sessanta. Era ovvio che, fra ricordi e celebrazioni, s’inserisse anche il cinema con un ventaglio di titoli che vanno dai disegni animati, ai film narrativi, ai documentari. La 38ma edizione della Settimana del Cinema Magiaro ha testimoniato questa tensione mai sopita con opere di diverso valore, ma unite da un comune senso della memoria nazionale e dell’omaggio alle migliaia di caduti, il cui numero è tuttora frutto d’ipotesi.

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L'ultimo re di Scozia ··

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L'ultimo re di Scozia  ··
Image Chi andasse a vedere L'ultimo re di Scozia di Kevin Macdonald con la speranza di capire qualche cosa del lungo e gigantesco bagno di sangue che ha dilaniato l’Uganda senza apprezzabili discontinuità fra il 1966 e i giorni nostri, uscirebbe dalla sala molto deluso. E’ vero che la storia di questo paese africano, dominato da potenti tribù in lotta fra loro e confinante con vicini scomodi come la Repubblica Democratica del Congo, la Tanzania e il Sudan, è talmente aggrovigliata e segnata da una serie continua d’efferatezze da richiedere un’analisi ben più complessa e approfondita di quella che può offrire un film.

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Inland Empire ···

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Inland Empire ···
Image Inland Empire (Impero interno, è il nome di un quartiere di Los Angeles) del regista di culto David Lynch (Una storia vera, 1999; Twin Peaks, 1992) spinge ancora più avanti un cinema della mente che trascura del tutto verosimiglianza, narrazione di tipo tradizionale, possibilità di comprendere, anche vagamente, le storie che racconta. In questo caso sembrerebbe trattarsi di un intreccio fra tre piani: la realtà, le immagini di un telefilm televisivo e quelle di un film narrativo. L’attrice protagonista di questi tre momenti, Laura Dern, finisce per vivere gli incubi e le ossessioni dei personaggi che interpreta.

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Black book ···

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Black book ···
Image L’olandese americanizzato Paul Verhoeven perde il pelo, ma non il vizio. Tornato in patria dopo una serie di grandi successi hollywoodiani (RoboCop, 1987; Total Recall, 1990; Basic Istintct, 1992) questo cineasta ha firmato un film che parte con grandi ambizioni politiche – la persecuzione degli ebrei dopo l’invasione dei Paesi Bassi – per trasformarsi in un normalissimo thriller.
Black Book (Libro nero) racconta, ispirandosi anche lui ad una storia vera, di una bella cantate ebrea, la cui famiglia è stata sterminata in un tentativo di fuga dall’Olanda occupata, che s’innamora di un ufficiale dell’intelligence nazista e riesce a svelare, a guerra finita, il tradimento di un importante membro della resistenza che, in realtà, serviva gli occupanti.

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Hannibal Lecter - Le origini del male ·

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Hannibal Lecter - Le origini del male ·

Image C’è un tipo di cinema particolarmente fastidioso ed è quello in cui produttori europei cercano di imitare la grande spettacolarizzazione americana. Chi ha una certa familiarità con le sale si accorge subito, ad esempio, che Hannibal Lecter - Le origini del male, del regista prevalentemente televisivo Peter Webber, ha molto del prodotto copiato. Non a caso dietro al film, come già in due precedenti episodi della saga – in tutto cinque volumi e altrettanti film – c’è la mano del produttore Dino De Laurentiis, che aveva già realizzato Red Dragon (2002), regia di Brett Ratner, e Hannibal (2001), firmato da Ridley Scott, senza neppure avvicinarsi al livello de Il silenzio degli innocenti (The Silence of the Lambs, 1991) con cui Jonathan Demme vinse ben 5 Premi Oscar.

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La cena per farli conoscere ··

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La cena per farli conoscere   ··
Image Il cinema di Pupi Avati percorre, in sostanza, due strade con qualche deviazione di tipo storico (Magnificat, 1993 – I cavalieri che fecero l'impresa, 2001). La prima esalta i ricordi e i ritratti della sua terra, l'Emilia, l’altra sceglie il racconto ad effetto. La cena per farli conoscere appartiene più al secondo che non al primo filone. Sandro Lanza ha alle spalle un passato d’attore di film di genere e un presente d’interprete in un’interminabile soap opera televisiva. A rompere ogni equilibrio arriva un lifting mal fatto che lo lascia sfigurato e lo priva d’ogni possibilità di lavoro decente. Disperato, tenta il suicidio, per la verità senza troppa convinzione.

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Manuale d'amore 2, capitoli successivi ··

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Manuale d'amore 2, capitoli successivi  ··
Image Giovanni Veronesi si è detto offeso dalle recensioni dei critici che hanno maltrattato questo suo nono film imputando loro di non aver capito che lui segue le tracce della gloriosa commedia all’italiana, la stessa che molti oggi additano come momento alto della coscienza culturale del paese, dopo averla derisa negli anni sessanta e settanta, quando trionfava sugli schermi. Sarà anche così, ma è davvero difficile scorgere in Manuale d’amore 2, capitoli successivi qualche segno di quella feroce satira sociale che addentò i vizi degli italiani in quegli anni ormai lontani.

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Love + Hate ···

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Love + Hate ···
Image Love + Hate (Amore + 0dio, 2005) dell’inglese Dominic Savage affronta il dramma dei razzismi incrociati, con la storia, ambientata in una cittadina del nord dell’Inghilterra, di una commessa pakistana che s’innamora di un collega inglese e di un ragazzo paki che seduce una giovane britannica. La chiusura della famiglia della ragazza e i pregiudizi del suo compagno lui intralciano le relazioni sino a farle sfociare in un dramma. Una previdenziale fuga a Londra aprirà, forse, nuovi orizzonti.
La nota più interessante del film è nel non limitarsi a denunciare il prevedibile pregiudizio bianco verso gli immigrati, ma mostrare come anche questi ultimi, orgogliosi di una propria identità insidiata dalla forza della società a cui sono approdati, si rinserrino in comunità chiuse e ricambino con altro odio quello che li circonda.

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Dreamgirls ···

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Dreamgirls ···
Image Dreamgirls di Bill Condon, sceneggiatore e regista con una lunga esperienza televisiva, non sembra un musical vecchio stile, piuttosto è uno di quei film d’origine francese in cui i protagonisti passano dalla recitazione al canto senza soluzione di continuità. Ala base c’è uno spettacolo di successo che da ben 25 anni miete allori sui palcoscenici di Broadway raccontando - vagamente ispirata alle Supremes, il gruppo femminile di Detroit capitanato da Diana Ross che negli anni '60 divenne il maggiore successo della società discografica Motown - l’ascesa, la separazione, la riunione e il ritorno al successo di un trio di colore che passa dal semidilettantismo ai grandi trionfi.

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Blood diamond - Diamanti di sangue ··

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Blood diamond - Diamanti di sangue ··
Image I lanci pubblicitari parlano di film impegnato, d’opera denuncia dei traffici di diamanti, di guerriglie che scambiano le preziose pietruzze con armi. In realtà Diamanti di sangue (Blood Diamond) d’Edward Zwick - un regista poliedrico capace di passare dalla trasposizione di un testo teatrale (A proposito della notte scorsa... 1986) alle opere morali (Vento di passioni, 1994) a quelli polizieschi (Attacco al potere, 1998) e ai polpettoni pseudostorici (L’ultimo samurai, 2003) – è un film d’azione di tipo tradizionale. La guerra civile che ha insanguinato la Costa d’Avorio nel 1999 opponendo, soprattutto, ivoriani del sud e del nord, questi ultimi erano, in maggioranza, originari del Burkina Faso, ha offerto occasioni d’oro a trafficanti di diamanti, commercianti d’armi e soldati di ventura.

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